Lug 22

Il Nord non può essere federalista solo quando fa comodo. La speranza di vita in Italia non è ovunque la stessa: secondo l’Istat chi ha 65 anni a Napoli perde venti mesi di vita attesa

(di Marco Esposito)


singolare riflessione/proposta dell’arguto amico, nonchè valente giornalista, Marco Esposito, che tutto sommato per quanto inusuale non fa una grinza….

Il federalismo è una necessità ineludibile? E allora che sia federalismo fino in fondo. Per esempio sull’età per la pensione. Dal 2015 – lo stabilisce un comma della manovra economica appena varata dal governo – l’età per poter lasciare il lavoro o poter incassare l’assegno sociale sarà alzata progressivamente in base al miglioramento dell’aspettativa di vita calcolata, secondo la legge, come medione unico nazionale. L’Istat però è in grado di fornire stime provincia per provincia, molto più attendibili e verificabili rispetto ai dati sui costi standard dello stato sociale o sul gettito tributario territoriale in base ai quali si sta costruendo il federalismo fiscale. E sull’aspettativa di vita l’Istat segnala differenze territoriali non da poco: i napoletani, in particolare, sono in coda alla classifica nazionale e pertanto per equità dovrebbero andare in pensione prima di tutti gli altri italiani perché la loro aspettativa di vita è inferiore di oltre un anno e mezzo. Quindi se nel 2015, come segnalano le prime simulazioni, l’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe essere portata a 65 anni e 2 mesi come media nazionale, sarebbe giusto che a Napoli fosse fissata a 63 anni e 6 mesi: venti mesi prima.
Quando un bimbo nasce a Napoli, secondo l’Istat ha una aspettativa di vita di 76,4 anni se maschietto e di 81,8 anni se femminuccia (le tavole sono nella sezione “demo: demografia in cifre” del sito www.istat.it). Nella inquinata Milano la vita media è di tre anni superiore: 79,5 anni per gli uomini e 84,8 per le donne. La media nazionale? E’ a 78,7 anni per gli uomini e di 84,0 per le donne. Nascere e crescere a Napoli, quindi, equivale a perdere oltre due anni di speranza di vita rispetto all’italiano medio. Perché? Forse per la minore qualità dell’assistenza sanitaria, oppure per gli effetti dell’inquinamento delle falde acquifere legato ai rifiuti tossici seppelliti, o forse ancora per le abitudini alimentari o anche per una sorta di predisposizione genetica. Quale che sia la causa, resta il fatto che se è giusto, come tutti riconoscono, legare i tempi e gli importi della pensione all’aspettativa media di vita è altrettanto giusto compensare chi ha minore speranza di vita con la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo. Tale ragionamento, a rigore, dovrebbe portare anche una differenziazione del trattamento tra uomini e donne; tuttavia ciò si tradurrebbe in un sensibile peggioramento delle condizioni previdenziali femminili, il che non sarebbe né auspicabile né socialmente accettabile.
Trattandosi di pensionamenti, va segnalato che non è tecnicamente corretto considerare la speranza di vita alla nascita bensì quella a 65 anni. L’Istat fornisce anche questi dati. Ebbene, un napoletano di 65 anni può ragionevolmente sperare di vivere e di godersi la pensione per 16,4 anni se maschio e per 19,7 anni se donna. Un milanese di 65 anni ha ancora davanti a sé 18,2 anni se uomo e 22,1 se donna. La differenza è minore in termini di anni ma superiore in percentuale rispetto a quella alla nascita. La media nazionale della vita attesa a 65 anni di età è di 17,9 anni per gli uomini e di 21,6 anni per le donne. La differenza sul medione nazionale ai danni dei napoletani è di 1,5 anni (cioè 18 mesi) per i maschi e di 1,9 anni (cioè 22-23 mesi) per le donne, con una media tra i sessi appunto di venti mesi. Questi dati sono quelli al momento più aggiornati e riferiti al 2007. Appare interessante notare che il divario rispetto al resto d’Italia si sta allungando. Nel dettaglio, i napoletani sia maschi sia femmine di 65 anni hanno visto negli ultimi cinque anni (cioè nel 2007 rispetto al 2002) peggiorare di 0,1 anni la loro speranza di vita rispetto allo standard nazionale.
Si può discutere sulle cause che rendono forse più intensa ma di sicuro più breve la vita dei napoletani e che aggravano il trend, tuttavia dovrebbe esser chiaro a tutti che costringere i napoletani a rinviare la propria pensione perché la vita media si sta allungando nel resto d’Italia è tecnicamente scorretto. Se si cominciano a far le pulci su tutti i conti e i costi dello stato sociale, allora far finta di non vedere i divari territoriali a favore del Nord nel capitolo previdenza è ingiusto e inaccettabile.

Fonte : www.meridionalismo.it
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Lug 22

http://www.youtube.com/watch?v=lByyUdX8KEk

La Sicilia che lavora, la Sicilia che butta il sangue, la sicilia dei contadini, la Sicilia degli onesti, la Sicilia bella…e Bossi dice che lavorano solo i padani…se non fosse per i meridionali che stanno lì si puzzerebbero di fame. Dobbiamo farli ritornare i nostri compatrioti. Il Partito del Sud si impegna a farlo.

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Lug 22

Come era prevedibile (pur se da intellettuali abbiamo coltivato l’illusione di un franco confronto/dibattito sul tema), non abbiamo ricevuto risposte da parte del dottor Sergio Romano alla nostra lettera (riportata in basso), in merito alla morte del Regno Borbonico. Evidentemente nulla si era in grado di opporre agli incontrovertibili dati di fatto da noi elencati.
Leggendo però la risposta data a Umberto Toffano (lettere al Corriere del 17 luglio), il quale scrive di complotti internazionali relativi alla caduta della Repubblica di Venezia, il dottor Romano, pur ammettendo che qualche complotto possa verificarsi, ci rende meglio edotti del suo modo di intendere la Storia:
“… non mi sembra che la spartizione di uno stato agonizzante possa definirsi complotto. La Repubblica di Venezia stava gradualmente diventando ciò che i giuristi definiscono “res nullius”, vale a dire un bene per cui occorre trovare un proprietario.”
Aberrante, qui non si tratta più di pragmatismo, ma dei primordi della civiltà, del Neolitico!
Dunque uno STATO SOVRANO (quale era anche quello borbonico), viene ridotto ad una semplice cosa, un oggetto che appartiene a qualcuno, specie agli avvoltoi che se ne disputano gli avanzi, anziché al popolo che lo compone! Dunque, se volessimo seguirlo su questa strada (non ce ne voglia, ma proprio non possiamo), sarebbe legittimo e del tutto naturale approfittare dei momenti favorevoli della Storia per complottare, aggredire, sopraffare, derubare, invadere, calpestare, colonizzare, umiliare, uccidere, sterminare, rinchiudere in campi di concentramento un popolo, per impossessarsi di ciò che sta ormai diventando “res nullius “!
Come suona “soft” la dotta citazione!
Chi stabilisce se uno Stato è agonizzante, o solo in difficoltà momentanee? Chi stabilisce se la situazione è provvisoria o definitiva? Che cosa c’è di definitivo nella Storia, dal momento che essa è in continuo mutamento con i suoi corsi e ricorsi? E’ legittimo celebrare ancora oggi a Torino, un infame razzista (Cesare Lombroso) e le sue deliranti teorie (“criminali si nasce”) in un altrettanto infame museo, anziché chiedere perdono per aver indegnamente calpestato ogni più elementare regola di civiltà e mistificato la Storia vera?
Preferiamo chiudere qui, ricordando al veneto Sergio Romano che in Lombardia e Piemonte i suoi corregionali vengono chiamati “terroni del Nord” e che durante le battaglie per il possesso di ciò che ha definito così soavemente ” res nullius”, il popolo di Venezia (quello del “pan ci manca…”) ebbe al suo fianco fino all’ultimo solo i meridionali del Regno di Napoli, i “briganti”, i “mafiosi”, i “ camorristi”, i quali preferirono morire con i veneziani anziché arrendersi. Gli altri, i Sabaudi, “Lumbard”, “padani”, i prodi seguaci di Alberto da Giussano, quelli delle “ampolle”, del “forza colera” e che (dicono loro) “ce l’hanno sempre duro” invece, appena ascoltato l’ultimatum austriaco, se la dettero a gambe!
Ad veritas!

MORTE DEL REGNO BORBONICO, MEGLIO CAPIRE CHE CONDANNARE - 1 -

Egregio Dottor Sergio Romano,
ho spesso apprezzato i libri, gli articoli e l’equilibrio che evidenzia nelle Sue analisi, proprio per questo mi rammarico di non condividere le considerazioni da Lei espresse in merito alla caduta del Regno Borbonico, in esse infatti non si può non rilevare una difesa sbilanciata a favore dello “status quo”. Capisco che un diplomatico debba necessariamente essere dotato in molte circostanze di pragmatismo, ma ciò potrebbe indurre a ritenere legittimo qualunque comportamento di governanti particolarmente aggressivi nei confronti di Paesi più deboli, atteggiamenti dei quali la Storia ci dà purtroppo infiniti esempi. Il lupo accusa sempre l’agnello a valle di intorbidargli l’acqua. Se penso p.es. che l’Austria debba essere annessa, o la Polonia invasa e perfino divisa con il nemico, non vuol dire che ciò sia giusto e democraticamente tollerabile. Del resto, quando si attacca il nemico ? Quando è particolarmente forte, o non piuttosto quando la sua instabilità interna lo rende più vulnerabile? Nel Regno Borbonico il Sovrano, giovanissimo, era in carica da un anno!
Neanche le considerazioni relative alla “rapidità” con la quale si è dissolto il Regno Borbonico possono ritenersi condivisibili, intanto perché i moti risorgimentali hanno avuto una durata di vari decenni, poi perché non hanno riguardato solo il Sud Italia, ma anche il Regno Pontificio, il Granducato di Parma, Toscana, il Lombardo Veneto, ecc. L’evento che ha riguardato il Sud non si è risolto “nel giro di poche settimane” e non è stato affatto improvviso, ma accuratamente preparato a tavolino da Inghilterra e Francia, cioè dalle potenze nemiche degli Asburgo che coglievano ogni pretesto per indebolire gli austriaci e i loro alleati. Sul fronte interno invece il Piemonte (indebitato fino alla cima dei capelli, unico motivo per il quale era interessato ad impossessarsi dei forzieri borbonici, altro che le “grida di dolore provenienti da ogni parte d’Italia!”) contava meno del due di picche, allo stesso modo dei rivoluzionari repubblicani.
Mai Garibaldi avrebbe conquistato la Sicilia e il Sud, se non avesse promesso le terre dei grandi latifondisti ai “cafoni” meridionali in nome della repubblica mazziniana, se i due piroscafi garibaldini “Lombardo” e “Piemonte” non fossero stati protetti durante lo sbarco in Sicilia dalla Marina inglese, se la massoneria inglese interessata alle miniere di zolfo siciliane non avesse corrotto alcuni generali borbonici con milioni di franchi versati in valuta turca, se agli stessi generali e ad altri notabili non si fossero garantiti posti preminenti nel nuovo governo, se l’ingresso a Napoli non fosse stato addomesticato dalla camorra. Di tutto ciò e del “particolare trattamento” riservato al Sud, del genocidio (centocinquantamila morti!) di quelli che i piemontesi definirono briganti e che invece, in buona parte, difendevano la propria terra da invasori in una guerra nemmeno dichiarata), dei campi di prigionia e di sterminio, delle teorie razzistiche di Lombroso ancora oggi celebrate a Torino in un infame museo indegno di una società civile, delle bugie, delle violenze, della miseria è buon testimone (il migliore che si possa immaginare)lo stesso Garibaldi:
“Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili…non rifarei oggi la via dell’Italia Meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendo colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”.
Lei sostiene che bisogna capire, anziché condannare, ma è la prima volta (in centocinquanta anni!) che i meridionali/mediterranei italiani pretendono, invece di chiedere sommessamente, di vedere riconosciuta la verità di una storia finora negata e mistificata, ben diversa da quella che ci hanno fatto studiare a scuola! I “terroni mediterranei” lo fanno perché sono stanchi di subire oltre al danno anche la beffa, sono stanchi di essere offesi e accusati di tutto e del suo contrario, stanchi di subire i carnefici che si atteggiano a vittime. Diamo atto alla lega di aver provocato finalmente a Sud una reazione vera, anche se sappiamo bene che il suo obiettivo è la secessione. Del resto non è proprio di questo che accusano i meridionali? Di non avere cioè orgoglio e di essere conniventi con la delinquenza organizzata? Adesso che alzano la testa e cominciano finalmente a protestare con forza e dignità si vuole ancora narcotizzarli, sottometterli, addomesticarli? E dove sta scritto che essere meridionali dell’Europa sia la cosa migliore per i mediterranei? Dove sta scritto che a Sud non debba esistere il diritto all’autodeterminazione, ad essere padroni della propria vita? Ad avere condizioni di vita accettabili, servizi e infrastrutture degne di un paese civile, senza dover mendicare ciò che invece rappresenta un sacrosanto diritto?
Ma attenzione (anche ai politici di destra quanto di sinistra, buoni solo a” fottere e chiagnere, a chiagnere e fottere”) se ciò avverrà, dovrà avvenire solo dopo che il Nord, a partire dall’annessione/unità, avrà REALMENTE risarcito il Sud dei danni che ha subìto e che continua a subire, non attraverso il “chi ha dato, ha dato e chi ha avuto, ha avuto”. Non tentando di alleggerire le proprie responsabilità con i risibili risarcimenti della Cassa del Mezzogiorno, o dei fondi Fas (che non hanno impedito agli organismi finanziari internazionali di valutare la Spagna maggiormente a rischio dell’Italia), perché se dobbiamo parlare di questo, allora dobbiamo parlare dei settentrionali che hanno aperto fabbriche al Sud proprio per sfruttare tali meccanismi, chiudendo appena scaduti i termini di restituzione dei soldi intascati e lasciando decine di migliaia di famiglie in mezzo alla strada. Dobbiamo parlare di Cassa Integrazione (soldi pubblici anche del Sud), della Fiat e delle grandi aziende del Nord che l’hanno utilizzata più di ogni altro. Dobbiamo parlare di evasione fiscale e dei forzieri esteri di qualche grande famiglia settentrionale. Dobbiamo parlare di capitali in Svizzera costituiti dai commercianti e dai piccoli e medi imprenditori del Nord. Dobbiamo parlare dei grandi gruppi industriali settentrionali che hanno ripreso a marciare grazie ai “terroni” venuti a lavorare al Nord (depauperando ulteriormente il Sud) accolti dai cartelli: “non si affitta ai meridionali”. Dobbiamo parlare degli emigranti (a stragrande maggioranza meridionali) e delle rimesse estere che hanno migliorato per decenni l’economia del Paese, dei morti meridionali di due guerre mondiali, dei grandi gruppi industriali del Nord che dopo la seconda guerra mondiale si sono rimessi in piedi grazie al carbone che il Belgio concedeva solo in cambio della manodopera sottopagata meridionale.
Uomini (non bestie!)che andavano a morire di silicosi (se non arsi vivi!) a quaranta anni, nelle miniere di Marcinelle!
Dobbiamo parlare delle infrastrutture arretrate del Sud, della rete ferroviaria obsoleta perché bisognava vendere le auto della Fiat, del trasporto navale non utilizzato per l’identico motivo, del monopolio dell’Alitalia che ha tenuto in scacco gli aeroporti e l’economia del Sud, di Montaguto e Dio solo sa di quante altre cose ancora!
Provi Dottor Romano ad andare da Bari a Reggio Calabria in auto, treno o aereo e poi ci descriva la meravigliosa avventura intrapresa, altro che Alta Velocità!
E vogliamo parlare di delinquenza organizzata?
D’accordo facciamolo, ricordando gli “accordi” piemontesi con la camorra per far cadere i Borbone, il “boss dei boss” Lucky Luciano nominato responsabile dell’approvvigionamento dell’esercito americano durante la seconda guerra mondiale per aver fatto sbarcare in Sicilia le truppe Usa senza sparare un colpo grazie alla mafia, il Banco Ambrosiano(non banco di Sicilia o di Napoli!), Calvi, Mediobanca, la grande finanza del Nord, le aziende settentrionali che hanno smaltito rifiuti speciali al Sud, grazie alla camorra, ecc.
Ma davvero vogliamo insistere sulla delinquenza organizzata, quale esclusivo appannaggio del Sud? Per limitarsi ad alcuni esempi: chi può reggere (fin dagli anni ottanta) gli affitti nel “triangolo della Moda” a Milano? Chi si può permettere di superare indenne crisi economiche che riguardano il Nord quanto il Sud? Fregarsene di tasse e balzelli, limitandosi solo a “battere scontrini”? Chi può fare a meno di rivolgersi agli usurai per sfamare una famiglia?
La verità è che a Sud perfino la delinquenza organizzata è costituita da manovali, da pezzenti e il prezzo di un omicidio è più basso rispetto al Nord, un altro “lavoro” sottopagato insomma, anche se non è argomento sul quale si possa scherzare!
La mafia dei “colletti bianchi”, risiede invece dove si trovano le leve della finanza: a Milano, Torino e nel resto del Nord!
Questo è un paese (p minuscola obbligatoria) dove non si esercita la memoria e si cancellano troppo in fretta comportamenti a dir poco ambigui, nel nome di interessati e tardivi ripensamenti! Un paese dove si celebra il diritto di cambiare opinione, benissimo, ma di chi è stato sempre da una parte più equilibrata, che cosa dobbiamo dire? Vogliamo riconoscerne finalmente l’integrità e i meriti, anziché continuare a calpestarne la dignità? Non si illudano i politici, di destra e di sinistra, tutti ugualmente responsabili della lacerazione e delle miserie del paese. Avvertono l’onda che arriva e tentano di cavalcare la nuova campagna mediterranea, ma noi invece abbiamo bisogno di facce nuove, giovani, integre!
Vogliamo, dobbiamo restituire a queste generazioni valori, principi che non hanno costituito il pane quotidiano del nostro strano paese, un paese dove alcuni vengono condannati senza scampo per aver sottoscritto manifesti sulla superiorità della razza, mentre altri sottoscrittori degli identici manifesti ricevono cittadinanze onorarie e lauree “honoris causa”! Fascisti fino all’otto settembre ’43, partigiani dal nove! Un paese dove un ex-presidente del Consiglio, accusato di tutto e di più, viene costretto all’esilio (o se si preferisce alla latitanza), mentre un suo ministro degli Interni, eletto dodici volte parlamentare, è nominato presidente della repubblica. Un paese fondato sul falso, perché lo sanno anche i bambini ormai che l’esito del referendum del 1946 fu manipolato così come i plebisciti dell’annessione al nuovo regno nel 1861, che le schede elettorali del 1946 furono bruciate poche ore dopo le votazioni per impedirne la verifica, che ancora negli anni sessanta e settanta si rinvennero migliaia di voti monarchici nelle fogne di Roma, che fu impedito alle popolazioni di intere zone di votare. Per comprendere anziché condannare, è necessario, prima di tutto, ristabilire la verità! E’ necessario che l’occupante e chiunque abbia goduto di vantaggi enormi per aver invaso e saccheggiato illegittimamente una terra diversa dalla propria senta almeno la necessità di scusarsi, invece di negare e accusare l’occupato. In questa favoletta “ad usum delphini” che nulla ha a che fare con la vera storia, a partire dall’annessione (non unità!), alcuni dati di fatto restano comunque inoppugnabili: il Regno delle due Sicilie deteneva da solo, con il relativo controvalore in oro zecchino, una ricchezza pari a più del doppio di quanto detenuto dal resto dell’intera penisola (445,2 milioni su 670 totali - in Piemonte, indebitato fino all’inverosimile, ciò che circolavano invece erano solo foglietti di carta straccia); il Sud fino al 1861 non conosceva l’emigrazione ed era il primo paese industrializzato d’Italia (51% degli addetti [cfr: Censimento del Regno d’Italia del 1861]); possedeva il maggior complesso metalmeccanico d’Italia: Pietrarsa, Mongiana e Ferdinandea); vantava la maggiore industria navale d’Italia: Napoli e Castellamare; prima flotta mercantile d’Italia e seconda d’Europa, dopo quella inglese; prima compagnia di navigazione del Mediterraneo; primo codice marittimo italiano, redatto per il Regno da Michele de Jorio nel 1781; terza flotta militare d’Europa, dopo Inghilterra e Francia; prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sul salario); primo statuto socialista del mondo (seterie di San Leucio); più basso tasso di mortalità infantile d’Italia; più alto numero percentuale di amnistiati politici; bonifica dei Regi Lagni e conseguente sistemazione idrogeologica della Terra di Lavoro; Albergo per i poveri; istituzione del Monte del Pegno e frumentari; prime leggi in Italia contro la tratta degli schiavi e il vassallaggio dei contadini; minor pressione fiscale di tutti gli stati italiani; prima ferrovia e prima stazione d’Italia; prima galleria ferroviaria del mondo (Codola 1858); primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale; teatro San Carlo(primo al mondo, costruito in soli 270 giorni!); Museo Archeologico; Officina dei Papiri; Orto Botanico; Osservatorio Astronomico; Osservatorio Sismologico Vesuviano (primo nel mondo); primo esempio di salvaguardia di un monumento (Teatro di Taormina nel 1745) e primo vincolo ambientale (boschi del Carpineto e del Castagno dei Cento Cavalli in Sicilia 1745); istituzione dei collegi militari della Nunziatella, ecc.; primi assegni bancari della storia economica; prima rete di fari con sistema lenticolare; rendita di stato quotata nella Borsa di Parigi al 120%; istituzione di scuole di Arti e Mestieri; istituzione di accademie culturali e conservatori musicali, ecc.
Niente male per uno Stato illiberale e arretrato, vero?
Ma ammesso e non concesso che la favoletta raccontata fosse vera, che il Sud fosse stato effettivamente illiberale e arretrato, che vuol dire? Questo concedeva automaticamente ad altri di intervenire nelle questioni interne di un altro governo? Questo concedeva il diritto a qualcuno di approfittarne ed impossessarsi delle altrui ricchezze?
A Lei, intellettuale del Nord disposto, bontà Sua, a riconoscere al Sud solo e “ soprattutto nel settecento alcuni intellettuali di grande qualità” sembrerà una questione antistorica, superata ma si guardi intorno: altri cercano addirittura di riportare l’Occidente alla battaglia di Lepanto!
Non si vuole naturalmente ricostituire il Regno delle Due Sicilie o dei Borbone, ma i “corsi e ricorsi” fanno parte della Storia, non sono un’invenzione dell’Ente Turismo, perciò se una buona fetta del Nord vuole farsi rappresentare da un signore che si spacciava per medico, non superando esami e non laureandosi, o vuol riempire di soldi (pubblici, anche meridionali) suo figlio bocciato più volte a scuola e definito dal genitore stesso una “trota”, liberissimi di farlo. Purché non pretendano di imporre agli altri identici modelli, noi siamo per una cultura che riaffermi senza incertezze, le nostre vere radici e la nostra identità mediterranea, quelle che risalgono alle origini della civiltà e che impedirono a Leonida e ai suoi trecento guerrieri di arrendersi alle centinaia di migliaia di persiani e che, in nome degli stessi principi, preferirono morire diventando così, immortali!
Cordialmente

Francesco del Vecchio
scrittore

Fonte:Fb Note di Francesco Del Vecchio

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Lug 22

http://www.youtube.com/watch?v=YO298v7X82M

Servizio di TeleColore Salerno sul museo degli orrori di Torino.
Testimonianza della barbarie savoiarda.

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Sep 07

1. Herbalife è una multinazionale con 25 anni di esperienza diffusa oggi in 60 paesi del mondo
2. Tutti i prodotti sono a base naturale, vero e proprio "cibo" senza controindicazioni
3. 45.000.000 di clienti soddisfatti in tutto il mondo
4. Herbalife ha finanziato il primo laboratorio al mondo di Nutrizione Cellulare e Molecolare all'interno dell'Università UCLA di Los Angeles, diretto dal Prof. David Heber, nutrizionista di fama mondiale, Direttore del nostro staff medico-scientifico. Heber è l'ideatore di ShapeWorks, la nuova linea nutrizionale basata sulla personalizzazione dell'apporto di proteine di soia.
5. All'interno del suo comitato medico scientifico illustri personalità come il Premio Nobel per la Medicina 1998 Dr. Louis J. Ignarro, famoso per i suoi studi sulla cardiovascolarità. Ignarro ha già firmato prodotti rivoluzionari di prevenzione e benessere in esclusiva per Herbalife, come il Prelox Blue ed il NiteWorks (per saperne di più clicca qui)

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Lug 22


Di Marianna Lepore

Poco meno di tre mesi, migliaia di banchetti e una mobilitazione che è riuscita a coinvolgere un milione e quattrocentomila firme: il tema della privatizzazione dell’acqua è riuscito a riaccendere l’interesse degli italiani verso il referendum. Questa mattina le firme, quasi tre volte in più rispetto al numero minimo richiesto, sono state consegnate alla Corte di Cassazione nella gioia quasi incontenibile di chi tre mesi fa ha iniziato a raccoglierle.

Mentre alcuni dei promotori del referendum consegnavano gli scatoloni pieni di firme, questa mattina in piazza Navona in molti si ritrovavano per una nuova manifestazione per l’acqua pubblica, un’occasione per dare ulteriore visibilità al problema della gestione dell’acqua e festeggiare l’obiettivo raggiunto delle firme consegnate. E proprio in questa occasione i promotori hanno chiesto di essere messi in condizioni di andare al voto. “Non scippateci quest’ultimo strumento di espressione - ha aggiunto Tommaso Fattori, del Contratto mondiale per l’acqua, che ha anche sottolineato come ‘l’attenzione di tutto il mondo sia puntata sul nostro paese dal quale ci aspetta lo stesso risultato ottenuto dalla Francia sul tema della gestione dell’acqua, cacciare le multinazionali”.
Il riferimento è agli appelli degli ultimi anni rivolti dal mondo politico ai cittadini per boicottare i referendum, nonostante questi siano una delle ultime forme di esercizio della democrazia in mano al popolo.
Se i referendum saranno ammessi allora gli italiani nella primavera del 2011 saranno chiamati a votare tre quesiti: sull’articolo 23 bis del decreto che prevede che le società, per fornire servizi idrici, si trasformino in aziende miste con capitale privato al 40%; sull’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che prevede l’affidamento di un servizio idrico attraverso gara e la gestione attraverso società per azioni, e sull’art. 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa.
L’obiettivo dei referendari è portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre sì. Potrebbe sembrare un obiettivo impossibile visto la disaffezione degli italiani al voto referendario. Ma questa volta l’adesione alla richiesta del referendum è stata una delle più alte della storia, come ha ricordato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Certo, il risultato che si otterrà dopo l’autenticazione della Cassazione sulle firme raccolte non riuscirà mai ad eguagliare quello del referendum sul divorzio, per cui le firme autenticate furono un milione e 370mila. Tra la raccolta e la certificazione, infatti, c’è sempre uno scarto di firme cassate per irregolarità, ma il traguardo raggiunto al momento è comunque ottimo soprattutto dopo i molti scontri che si sono avuti tra il Forum dei movimenti per l’acqua pubblica e vari esponenti politici che hanno prima dato e poi negato l’appoggio al movimento referendario.
Ora in attesa della verifica delle firme, il Forum per l’acqua pubblica ha chiesto al governo di bloccare immediatamente le privatizzazioni, con una moratoria che garantisca tutti fino allo svolgimento dei referendum. E se il volere del popolo italiano non contasse abbastanza, basterebbe riflettere sull’assurdità di voler fare profitti su una risorsa pubblica per eccellenza com’è l’acqua. “Una risorsa nei confronti della quale è in corso un movimento mondiale orientato al risparmio. Ricordiamo – ha detto Stefano Leoni, presidente del Wwf – che l’accessibilità dell’acqua a tutti gli esseri umani è uno degli obiettivi del millennio”.
Bisognerà aspettare per sapere se l’Italia vorrà realizzare questo obiettivo ma nell’attesa della verifica delle firme, il popolo dell’acqua non si arrende e il 18 settembre torna in piazza, forse a Firenze, per l’assemblea dei movimenti per l’acqua.

Fonte:Offline

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Lug 22

ROMA - Il nuovo rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2010 ha evidenziato una situazione tragica per l’Italia meridionale: una famiglia su cinque, al sud, non ha i soldi per andare dal medico e sempre una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. Ma a preoccupare non sono solo le bollette o il medico. La famiglia meridionale è come Tremonti: l’unica parola d’ordine è tagli.

Secondo l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, nel 2008 al 30% delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%). Inoltre dai numeri forniti , quasi un meridionale su tre è (6 milioni 838mila persone in valore assoluto) a rischio povertà a causa di un reddito troppo basso, un rapporto che al Centro-Nord è di uno su dieci. Il rapporto evidenzia che il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese. Ed è da considerare che nel 47% delle famiglie meridionali vi è un unico stipendio, fetta che passa addirittura al 54% nel caso della Sicilia.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha avvertito che serve una «profonda modifica» delle politiche di sviluppo per il sud perché il Mezzogiorno può contribuire alla ripresa dell’economia italiana.

Il Pil al Sud nel 2009 è tornato ai livelli di 10 anni fa. Ma non solo: l’industria, il cui valore aggiunto è crollato del 15,8%, è addirittura «a rischio di estinzione». La crisi ha inoltre contribuito a peggiorare la situazione: l’industria del Mezzogiorno ha perso più di centomila occupati (-12%) tra il 2008 e il 2009.

L’associazione da tempo denuncia la cattività del meridione: senza infrastrutture e nuove politiche, il sud perderà il suo ultimo treno per lo sviluppo.
Non si tratta più dello scontro atavico tra un nord produttore e un sud distruttore, ora bisogna perseguire nuove politiche se si vuole migliorare la situazione altrimenti numeri e disavanzi continueranno a farla da padrone e i meridionali resteranno sempre più poveri.

Fonte: Il Mediterraneo

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Lug 22


Ecco come hanno ridotto il Sud i partiti di destra e di sinistra. l’11 novembre a Palermo ci saranno gli Stati generali del Sud organizzati dalla Confederazione del Sud. Inviteremo tutti i gruppi meridionalisti, compresi quelli parlamentari. Bisogna guardarsi in faccia e dire all’Italia e al mondo chi ha ridotto il Sud a Colonia di sfruttamento. Costituiremo una grande aggregazione tra ceti politici meridionalisti, imprenditori, contadini,operai, artigiani, dusoccupati. DESTRA E SINISTRA SONO SOLO INDICAZIONI STRADALI, dobbiamo cacciarli via dalle amministrazioni locali, regionali e nazionali. Quei partiti difendono gli interessi Tosco-padani, noi dobbiamo difendere i nostri.
Antonio Ciano———————————————————————————–
Il Mezzogiorno è in recessione. La fotografia emerge dal Rapporto Svimez 2010 sull’Economia del Mezzogiorno presentato questa mattina a Roma.
Serve un nuovo progetto per il Sud, che parta dal rilancio delle infrastrutture con un piano di 38 miliardi di euro.
Il Pil è tornato nel 2009 ai livelli di dieci anni fa, calato del 4,5%. Al 24% si stima il tasso di disoccupazione effettivo, ci sono 26mila pendolari in meno e 6 milioni 830mila persone sono a rischio povertà. Il 44% delle famiglie meridionali non è in grado di sostenere una spesa extra di 750 euro. E’ l’industria a fare le spese maggiori della crisi, con un crollo del valore aggiunto industriale del 15,8% nel 2009.
Per la prima volta dopo la guerra, anche il settore dei servizi è in picchiata da due anni consecutivi, con effetti pesanti nel commercio, nel turismo, nei trasporti e nell’intermediazione creditizia ed immobiliare.
Nel corso della presentazione del rapporto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è espresso in un telegramma: “La crisi che ha colpito il Paese non ha risparmiato le situazioni di già profonda difficoltà del Mezzogiorno italiano e l’obiettivo di ridurne gli effetti nel breve periodo è diventato prioritario. I risultati delle politiche insufficienti del passato devono spingere ad una modifica dello stesso impianto strategico degli interventi di sviluppo. Il Mezzogiorno può e deve contribuire alla ripresa di uno stabile processo di crescita dell’economia italiana, fondato su una strategia di convinta collaborazione tra Stato e Regioni”.

Fonte: GuidaViaggi
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Lug 22


Il presidente della Camera, dapprima contestato, raccoglie l’applauso dei manifestanti dopo aver detto che Mangano non è un eroe, e scambia qualche battuta con la Alfano. Ma il telegiornale di Minzolini parla solo delle proteste

A sentire il Tg1, Gianfranco Fini ha ricevuto dai manifestanti durante la commemorazione per Paolo Borsellino lo stesso trattamento riservato a Schifani, a cui oggi era stato caldamente consigliato di non partecipare. Nemmeno una parola nel servizio di Grazia Graziadei, il presidente della Camera viene citato dalla conduttrice per ricordare la “contestazione a lui e a Schifani”. Eppure le cose non sono andate proprio così.

MANGANO E BORSELLINO – Fini è stato contestato al suo arrivo in via D’Amelio a Palermo, quando un gruppo di giovani ha gridato al suo arrivo ‘vergogna e la terza carica dello Stato si è avvicinato ai contestatori. Su un cartellone c’è scritto “Mangano e Dell’Utri a voi… Falcone e Borsellino i nostri eroi”. Ma poi è accaduto anche altro, ovvero un dialogo tra i contestatori e Fini. «Presidente anche per lei Mangano è un eroe?». «No». Ed è scattato l’applauso per il presidente della Camera .«Mangano è un cittadino condannato per mafia, non un eroe», ha aggiunto Fini. Il gruppo di contestatori ha poi chiesto a gran voce di non fare approvare la legge sulle intercettazioni, e lui ha risposto “Vedete cosa sto facendo…”. «Bisogna avere rispetto delle istituzioni, anche se in alcuni casi ci sono uomini nelle istituzioni che non sempre sono all’altezza del ruolo che ricoprono», ha invece replicato Fini evidentemente riferendosi a qualche senatore condannato anche in secondo grado per mafia che ha fatto panegirici nei confronti di boss mafiosi. Ma ha anche criticato i “professionisti dell’antimafia”.

RAGAZZI CHE CERCANO LA VERITA’ - «Parto sempre dal presupposto che al 99% si tratta di ragazzi in buona fede che hanno, come tutti devono avere, il desiderio di raggiungere finalmente una verità che sia autentica», ha poi detto il presidente della Camera. «Per la prima volta quest’anno è a tutti chiaro che la strage di via D’Amelio non fu solo mafia -ha aggiunto Fini- credo che fosse doveroso fermarsi a parlare con loro e invitarli, come credo di avere fatto senza alcun problema, a rispondere alla loro coscienza e a ricordare che non si può essere professionisti dell’antimafia, l’antimafia deve essere un atteggiamento quotidiano, morale, politico, economico». «Le istituzioni si rispettano sempre e comunque, ci sono uomini delle istituzioni che si sono sacrificati perchè credevano nel senso dello Stato e nella nostra Costituzione. È compito di una buona politica ma anche dei media e della pubblica opinione di fare in modo che se c’è qualcuno che all’interno dell’istituzione non ha forti sentimenti che sia individuato e isolato e se responsabile punito», ha poi aggiunto.

L’INCONTRO CON SONIA ALFANO – Infine, ha avuto luogo un botta e risposta tra il presidente della Camera e l’europarlamentare Idv Sonia Alfano. L’eurodeputata, mentre Fini conversava con i giornalisti, lo ha interrotto gridando a gran voce: «mi riconosce presidente? Lei era accanto a me al funerale di mio padre». Sonia Alfano è figlia del giornalista Beppe, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto nel gennaio del ‘93. «Certo che mi ricordo -ha replicato Fini- ero accanto alla tua mamma e a te che eri ancora una bimba». E la Alfano ha continuato: «lei deve fare qualcosa, Schifani, Alfano e Dell’Utri non possono stare in questo Parlamento. Non lo può permettere». E Fini controreplica: «i giudizi vanno dati solo alla fine, un conto sono le valutazioni politiche». E ha aggiunto, continuando a parlare con Sonia Alfano: «non condivido nemmeno, come ha detto un altro esponente politico più vicino a te, che gli eroi italiani sono Borsellino, Falcone e Giuliani». Ed è tornato a parlare di Vittorio Mangano ribadendo che «un cittadino condannato per mafia non può certamente essere un eroe».

Fonte:Giornalettismo
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Lug 22


Germania

I costi della riunificazione sono stati un grosso fardello per l’economia tedesca, ed hanno contribuito ad una più lenta crescita economica negli anni recenti. Il costo della riunificazione è stato stimato intorno ai 1.500 miliardi di Euro (secondo Freie Universität Berlin). Questa cifra è più grande del debito nazionale dello stato tedesco. La prima causa di tale spesa fu la debolezza dell’economia della Germania Orientale, specialmente a confronto di quella della Germania Occidentale, combinata con la decisione, motivata politicamente, di fissare il tasso di conversione alla pari tra Marco della Germania Orientale e Marco tedesco. Questa decisione, che non aveva una giustificazione nella realtà economica, risultò in un’improvvisa perdita di competività delle industrie tedesche orientali, che le fece collassare in breve tempo. A tutt’oggi uno speciale trasferimento di 100 miliardi di Euro ogni anno viene dato ai territori dell’ex-Germania Est per la “ricostruzione”.

Italia

Dall’inizio dell’operatività, nel 1951, sino al 1992 (ultimi dati conosciuti) e sotto il nome sia di Cassa per il Mezzogiorno che AgenSud, ha elargito alle regioni meridionali un totale di 279.763 miliardi di lire, pari a circa 140 miliardi di euro. La spesa media annuale è stata di 3,2 miliardi di euro.

Fonte:Fb note di Pedrito ya
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Lug 22

Singolare intervento di salvataggio oggi a Grottaglie (Ta) , nella mattinata di questo torrido 21 luglio 2010, ad opera dei Vigili del Fuoco del distretto di Martina Franca.
La squadra Turno C, C.Q.E. Cavallo Angelo ha, infatti, tratto in salvo sette cuccioli (4 femminucce e tre maschietti) che mamma cagnolina (una pastorina di taglia media) aveva partorito due giorni fa in un cunicolo tufaceo scavato sotto il cavalcavia della superstrada che porta a Francavilla Fontana, zona Savarra.
Il cunicolo, profondo circa tre metri , rischiava di franare seppellendo i cuccioli e la mamma, così gli abitanti della zona hanno allertato i Vigili del Fuoco che sono prontamente intervenuti traendo in salvo la famigliola che gode di ottima salute. Sul luogo è intervenuta anche la polizia municipale del Comune di Grottaglie. Adesso i cuccioli, figli di questa estate del 2010, avranno bisogno di una famiglia che li adotti, non appena saranno svezzati, fra un mese circa.
Chi avesse intenzione di adottarne uno può chiamare i seguenti numeri: 3470929190 – 3281592755

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Lug 22

Sarà Alessandro Haber,già interprete di molti capolavori del cinema italiano, a dare un volto al protagonista del cortometraggio sulla crisi economica: LA ROULETTE, una sceneggiatura di Fabio Ferretti De Virgilis, giovane artista di Manduria, in provincia di Taranto

Due i vincitori della prima edizione del concorso “Finanziamo il tuo sogno. Anche se Corto”, iniziativa promossa dalla BCC San Marzano di San Giuseppe, in collaborazione con Bunker lab e in partnership con Studio Universal, Istituto Europeo di Design e il Taranto Finanza Forum,

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Lug 22


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Lug 22

”Dai un passaggio alla sicurezza” e’ lo slogan della campagna per la sicurezza stradale Vacanze coi fiocchi, che avra’ il suo clou sabato 31 luglio, quando rappresentanti delle istituzioni e volontari saranno ai caselli autostradali e nelle piazze delle citta’ per distribuire il libretto della campagna per un viaggio sicuro sulle strade delle vacanze verso mare, montagna, citta’ d’arte. Sono piu’ di 500 le adesioni in tutta Italia tra istituzioni, associazioni, societa’ autostradali, aziende sanitarie, radio e televisioni. Alla campagna per la sicurezza stradale, con Snoopy protagonista e l’Alto patronato del presidente della Repubblica, aderisce anche l’Unione nazionale consumatori. Per il segretario generale Massimiliano Dona si tratta infatti di ”un’importante iniziativa per imparare a tutelare noi stessi e gli altri quando siamo alla guida. Iniziative come queste andrebbero incentivate per evitare quella che ogni estate rischia di diventare una strage annunciata sulle strade. Non resta allora che lasciare a casa l’imprudenza e dare un passaggio alla sicurezza!”.

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Lug 22

Il Movimento consumatori ha promosso un’azione inibitoria, annunciata da tempo, innanzi al Tribunale di Roma nei confronti di Equitalia Gerit. ”Dopo la mancata adesione di Equitalia alla procedura di conciliazione promossa dal Movimento consumatori, il Tribunale Civile di Roma e’ chiamato a pronunciarsi sui punti, da anni, evidenziati dall’associazione: adozione di comportamenti conformi al Codice del consumo, tra cui il rispetto del diritto dei cittadini; adeguata, corretta, veritiera, esaustiva informazione; correttezza, trasparenza e equita’ nei rapporti contrattuali; erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualita’ e di efficienza; cancellazione delle iscrizioni di ipoteca sotto gli 8000 euro in automatico a cura e a spese di Equitalia; cancellazione dei fermi illegittimi; maggiore trasparenza nelle richieste di pagamento (solleciti, diffide, intimazioni, avvisi, cartelle) e cancellazione di cartelle basate su crediti gia’ pagati, prescritti, annullati, inesistenti” spiega Laila Perciballi, legale dell’Mc. Che aggiunge: ”La decisione e’ maturata dopo che l’associazione ha provveduto a inviare a Equitalia due lettere di diffida alle quali la societa’ ha sempre risposto di non dover operare d’ufficio per la cancellazione delle ipoteche illegittimamente iscritte, asserendo che e’ onere del cittadino attivarsi per la cancellazione”.

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Lug 22

Oggi divorziare puo’ costare fino a 23mila euro. E’ quanto risulta da un’indagine dell’Adoc. ”La spesa minima per una separazione consensuale e’ di 3300 euro, comprensiva di consulenza legale (1300 euro la tariffa minima) e riacquisto dei prodotti prima utilizzati in coppia, quali elettrodomestici e accessori vari, per circa 2000 euro di spesa - commenta Carlo Pileri, il presidente dell’Adoc - ma se si arriva al divorzio e aggiungiamo spese extra, come quelle per le sedute dallo psicologo (in media 900 euro per 10 sedute), assegni di mantenimento (550 euro al mese), un nuovo mutuo da accendere (600 euro al mese) e un buon servizio di piatti (650 euro) andato in frantumi durante le litigate, si puo’ arrivare a spendere anche poco meno di 23 mila euro in un anno. Un costo aggiuntivo per i ‘di nuovo’ single che si dividono, in aggiunta al carovita e all’indebitamento”.
La separazione comporta anche un problema abitativo: se nel corso del matrimonio i coniugi non hanno fatto in tempo a comprare una casa o se ancora il mutuo non e’ stato estinto, solo raramente la ex famiglia riesce a condividere lo stesso tetto. In genere mamma e figli (nell’85% dei casi) restano nella casa familiare mentre la quota degli alimenti viene sostituita col pagamento del mutuo. Madre e figli vivono con lo stipendio materno che si attesta, in media, sui 1400 euro. L’ex marito ha invece problemi piu’ seri. Il suo reddito medio e’ di 1800 euro, ma gli restano, dedotto il mutuo, circa 1100 euro.

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Lug 22

Confconsumatori, avendo ricevuto in questi giorni numerose richieste di informazioni da parte di molti consumatori su due questioni riguardanti il crack de I Viaggi del Ventaglio, ha deciso di rendere pubbliche le risposte alle domande piu’ frequenti.

Esiste un termine per presentare domanda di insinuazione al passivo? Quando scade?
I turisti devono sapere che non vi e’ nessuna scadenza immediata. Infatti il Tribunale di Milano, con la sentenza che ha dichiarato il fallimento della societa’ ha fissato, per l’esame dello stato passivo, l’udienza del 19 Gennaio 2011, ore 10 innanzi al Giudice delegato, dottor Fernando Ciampi. Sempre in sentenza il Tribunale ha assegnato ai creditori, e quindi anche ai turisti che vorranno insinuarsi al passivo del fallimento, il termine perentorio di trenta giorni prima dell’udienza sopra indicata. Pertanto ci sara’ tempo fino al 19 Dicembre 2010, ultimo giorni utile.
In ogni caso conviene aspettare fino al 27 Luglio 2010, data entro la quale il Tribunale di Milano rendera’ note tutte le necessarie indicazioni utili.

Cosa fare in caso d’acquisto pacchetti turistici pluriennali con contratti di finanziamento collegati?
Molti turisti hanno sottoscritto contratti con i quali hanno acquistato pacchetti turistici per piu’ anni (cinque/dieci), e contestualmente hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per il pagamento dei relativi importi. Adesso si ritrovano con le rate da pagare alla finanziaria e le vacanze che non potranno piu’ fare. In questi casi il contratto di finanziamento configura la fattispecie del mutuo di scopo, ossia il contratto in forza del quale la finanziaria si obbliga a fornire il capitale necessario al conseguimento del servizio, e il consumatore si obbliga a restituire nel termine fissato la somma ricevuta e gli interessi pattuiti. Ne discende che tra i due contratti si realizza un nesso di reciproca interdipendenza e coordinazione, per cui le vicende dell’uno si ripercuotono su quelle dell’altro, condizionandone validita’ ed efficacia.
I turisti potranno instaurare un giudizio civile per far dichiarare al Tribunale la risoluzione per inadempimento del contratto principale (pacchetto turistico) e di quello di finanziamento collegato. Con il risultato di non dover piu’ corrispondere le inutili somme alla finanziaria, oltre ad ottenere l’eventuale rimborso delle somme corrisposte in piu’ rispetto alle vacanze di cui si e’ effettivamente fruito.

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Lug 22

Il Codacons ha presentato formale istanza d’accesso alla Regione Sardegna allo scopo di prendere visione di una serie di documenti inerenti la vicenda dell’energia eolica al vaglio della magistratura. Per espressa disposizione legislativa - spiega una nota del Codacons - il direttore dell’Arpas deve necessariamente essere ‘in possesso di comprovata professionalita’ ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al soggetto medesimo”.
Per quanto riguarda la nomina dell’ingegner Ignazio Farris, prosegue la nota dell’associazione dei consumatori, ”non e’ dato comprendere se il soggetto sia o meno in possesso dei requisiti necessari al fine di svolgere il ruolo di Direttore Generale all’interno dell’Arpas”.
Per tali motivi con l’istanza d’accesso l’associazione chiede di conoscere non solo il curriculum dell’ingegner Farris, ma anche i curricula di tutti gli altri aspiranti alla carica di Direttore dell’Arpas Sardegna, ”cosi’ da verificare se la scelta di Farris sia stata motivata dalla presenza di effettivi requisiti professionali”.
Il Codacons ha chiesto anche di accedere a tutte le delibere riguardanti la costruzione di impianti eolici nel territorio sardo, adottate dall’Arpas a partire dalla nomina di Farris, al fine di verificare il rispetto delle leggi che regolano tale settore.

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Lug 22

Dati preoccupanti dal rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno, che conferma l’impatto della crisi economica al Sud con dati che preoccupano, e non poco, le associazioni dei Consumatori. ”Il rapporto diffuso oggi da Svimez sull’economia del Sud, purtroppo, fotografa una situazione a dir poco allarmante, che dovrebbe destare la preoccupazione del governo circa le prospettive economiche dell’Italia”, commentano Federconsumatori e Adusbef.
”Mandare a picco il Sud, infatti, significa mandare a picco l’intero Paese” denunciano i presidenti delle due associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.
”In questo contesto - aggiungono - la depressiva manovra economica del governo aggravera’ ulteriormente la situazione, andando ad incidere sui redditi gia’ duramente compromessi delle famiglie a reddito fisso, con ricadute di 533 euro annui”.
Per questo, per Federconsumatori e Adusbef il governo deve puntare allo sviluppo del Paese partendo dal Mezzogiorno.

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Lug 22

Il Movimento consumatori e’ pronto ad assistere i consumatori che hanno sottoscritto contratti con I viaggi del ventaglio e che dopo il fallimento del tour operator non sono potuti partire. L’associazione fa sapere infatti che i clienti de ”I viaggi del ventaglio” possono usufruire del Fondo nazionale di garanzia, strumento a tutela di chi acquista un pacchetto turistico contro i casi di insolvenza o fallimento, chiedendo il rimborso di quanto versato, oltre all’eventuale rimpatrio in caso di viaggi all’estero.
Per chi, invece, e’ rimasto bloccato all’estero, si puo’ fare la contestazione direttamente sul posto e raccogliere tutta la documentazione che testimoni l’inadempimento del tour operator. Al rientro in Italia, ci si potra’ rivolgere all’associazione per la richiesta risarcitoria.
Il Movimento consumatori invita inoltre il ministero degli Esteri ad attivarsi fornendo supporto e istruzioni per il rientro dei turisti bloccati all’estero, per fronteggiare i loro disagi e le loro difficolta’. Si invitano pertanto le agenzie di viaggio ad informare tempestivamente i consumatori coinvolti per evitare spiacevoli disguidi. Per eventuali segnalazioni: sosturista@movimentoconsumatori.it

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Lug 22

Ritardi e problemi di vario genere nella consegna dei bagagli; attesa alle biglietterie per ore e ore senza assistenza; attesa a bordo; disservizi arrecati dagli operatori stessi del servizio. Sono queste le lamentele piu’ ricorrenti dei consumatori che si rivolgono agli sportelli del Codici. L’associazione ha rilevato infatti che il 38% di coloro che si rivolgono agli sportelli lamentano problemi con il trasporto aereo.
Tuttavia - fa notare il Codici - il cittadino puo’ ”auto - tutelarsi” grazie alle norme europee relative ai diritti dei passeggeri sui ritardi, cancellazioni, overbooking e danni ai bagagli. Norme valide anche nel caso in cui il volo sia stato rinviato per circostanze straordinarie. La normativa riguarda sia i voli di linea nazionali all’interno di un paese dell’Ue che ai voli charter con partenza o arrivo in un aeroporto europeo.

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