Lug 20

Incredibile, dopo averci copiato il nome , o meglio tentato di copiarci il nome, ora i signori riuniti a Sorrento, immaginiamo intorno ad una tavola rotonda, ci copiano pure i nostri slogan….

Ecco infatti la scritta che dominava la sala dell’ultimo incontro di Sorrento, la cui foto campeggiava su quasi tutti i giornali di ieri

Non vi ricorda niente…? Ma si è lo stesso slogan usato da noi (noi del vero Partito del Sud..)
nelle ultime comunali di Virgilo e Suzzara in provincia di Mantova
eccolo qui

uno slogan ideato dal nostro Coord. Nazionale Organizzativo Francesco Laricchia e da noi già usato anche in precedenti consultazioni.

Inoltre leggiamo sul quotidiano La Stampa (di Torino…) che stà seguendo giornalmente l’evolversi della nascita di questo “nuovo” soggetto politico (si vede che ci tiene molto…) nell’edizione del 18/07/2009 a pag. 12 (un’intera pagina..) in un servizio speciale da Sorrento di Francesca Schianchi che, i signori riuniti a Sorrento, avrebbero già pronto oltre al sito web anche un nuovo quotidiano che si chiamerà “New Sud”….

Ma che coincidenza…. guardacaso, come “Il Nuovo Sud” il mensile dell’Associazione Culturale Neoborbonica…ne hanno solo tradotto una parte in inglese…si sa un tocco d’inglese non guasta mai…fa giovane e moderno….

Tutte coincidenze…?

Ci pare francamente improbabile,anche perchè, come dice il detto, tre indizi fanno una prova.

A prima vista l’impressione è proprio quella di trovarsi di fronte a scopiazzature senza pudore.

Insomma sembrerebbe come a scuola dove l’alunno che non conosce la materia e senza idee si aiuta, durante la verifica, copiando a più non posso dal vicino preparato.

Nell’attesa di prossime, casuali, scopiazzature , speriamo che i cittadini capiscano che, anche in politica, è sempre meglio preferire l’originale diffidando dalle imitazioni.


P.S. :anche oggi La Stampa di Torino si occupa , come sempre, del “partito del Sud”, questa volta cita in prima pagina anche il VERO Partito del Sud, peccato che l’editorialista prenda una topica clamorosa collocando Gaeta in provincia di Caserta, a dimostrazione che se la conoscenza geografica è così lacunosa figuriamoci la conoscenza delle realtà politiche territoriali….comunque ciò non gli impedisce di continuare a pontificare giudizi sulle realtà politiche meridionali e meridionaliste da Torino…

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Lug 20


Di Gino Giammarino

Mentre si continua
a predicare
le cose giuste
nel modo sbagliato,
c’è chi confonde
polpette con hamburgers…

Scorrendo le pagine dei quotidiani, non può non balzare agli occhi il fermento che agita la nostra classe politica la quale, fulminata (purtroppo si tratta di un modo di dire) sulla via del meridionalismo, sta gareggiando per accreditarsi quale unico e credibile “Partito del Sud”.
Naturalmente, senza possedere né i crismi dell’unicità (chi pratica il meridionalismo sa che ci vorrebbe un miracolo-ndr), né tantomeno quelli della credibilità, da lungo tempo dissipata dalla pratica quotidiana nello sfruttamento personale e svilimento della cosa pubblica.
Per la maggior parte dei casi, si tratta di politicanti estromessi dalle logiche di partito ed in cerca di riscatto attraverso quella che gli appare come un’ideologia, non solo facilmente sfruttabile, ma anche a buon mercato. Per dargli una definizione che sia facilmente comprensibile, li potremmo chiamare “Trombati in cerca d’autore”.

Con tutti i difetti e i vizi della casta sopradescritti, però, il meridionalismo vero, quello che si danna l’anima da anni e anni per convincere i meridionali della necessità di avere un partito rappresentativo delle istanze del territorio che si identifica con i confini di quello che fu il “Regno delle Due Sicilie”, non può non fare autocritica se qualcuno sta cercando di scippargli la cosìddetta “polpetta dal piatto”. E, per colmo del ridicolo, usando le stesse motivazioni, riferimenti, dati e cifre affannosamente veicolate dagli stessi meridionalisti nel deserto di qualche convegno salottiero o su improvvisati fogli senza alcuna finalità oggettiva oltre il velletarismo. Ciononostante, la gente del Sud, che non è stupida, ha respirato un humus diverso, ha capito che qualcosa deve e può cambiare.
Facile per un addetto ai lavori individuare, oltre la tradizionale incapacità di unirsi verso un obiettivo comune, in una mancata “Organica Strategia di Comunicazione” la pochezza percentuale dei risultati raggiunti. Per dirla in breve, il meridionalismo continua a dire le cose giuste nel modo sbagliato.
Inoltre, il Sud attraversa un pericoloso momento, rischiando che le sue genti, orfane -perlappunto- di un’efficace comunicazione, non comprendendo le buone intenzioni di chi, generosamente, si propone come “vera ed inattaccabile nuova classe dirigente per il Sud”, si consegnino nelle mani di chi è scafato da anni di approfittamento della buona fede dell’elettore.
In vita, come in guerra, tutto è possibile: ma che una banda di cialtroni ci rubi una tradizionale “polpetta al ragù” scambiandola, nell’ignoranza abissale e strafottenza verso la sua terra ed identità, per un rinsecchito “hamburger”, mi sembra una cosa che non possiamo e non dobbiamo consentire a nessuno.
Fonte:Il Brigante

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Lug 20

MILANO - «Vju viniri na cavalleria chistu è mè patri chi veni pi mia! Signuri patri, chi vinistivu a fari? Signura figghia, vi vegnu a mmazzari. Signuri patri, aspettatimi un pocu, quantu mi chiamu lu me cunfissuri».

A memoria Salvatore Borsellino recita i versi de La baronessa di Carini. La leggenda di Donna Laura Lanza è una storia siciliana i cui luoghi, il sangue, il dolore e il tradimento ricorda le più moderne storie di mafia. Il fratello del giudice Paolo Borsellino promette: «Quando smetterò di lavorare farò il cantastorie».

Intanto racconta la storia del fratello: il giudice Paolo Borsellino, morto il 19 luglio 1992 a Palermo con gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto è Antonino Vullo

.http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_17/borsellino_strage_mafia_1605a66e-729b-11de-a0f6-00144f02aabc.shtml

Nino Luca17 luglio 2009http://www.danieleandaloro.blogspot.com/

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Lug 20

Programma delle iniziative a Palermo

Domenica 19 luglio

Ore 8:00 - via D´Amelio: presidio fino alle ore 16.40 con interventi di giornalisti, associazioni e cittadini

Ore 16:55 - Minuto di silenzio

Ore 17:00 - Marilena Monti recita GIUDICE PAOLO

Ore 18:30 - Partenza del corteo da via D´Amelio verso il quartiere Kalsa passando per i luoghi dov´è cresciuto Paolo Borsellino con arrivo a P.zza Magione

Ore 21.30 - P.zza Magione: recital di Giulio Cavalli. Esibizioni di Mario Crispi, Marilena Monti, Angela Rizzo e Laura Spacca

Lunedì 20 luglio

Ore 9:00 - Palazzo di Giustizia: presidio di solidarietà ai magistrati

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Sep 07

1. Herbalife è una multinazionale con 25 anni di esperienza diffusa oggi in 60 paesi del mondo
2. Tutti i prodotti sono a base naturale, vero e proprio "cibo" senza controindicazioni
3. 45.000.000 di clienti soddisfatti in tutto il mondo
4. Herbalife ha finanziato il primo laboratorio al mondo di Nutrizione Cellulare e Molecolare all'interno dell'Università UCLA di Los Angeles, diretto dal Prof. David Heber, nutrizionista di fama mondiale, Direttore del nostro staff medico-scientifico. Heber è l'ideatore di ShapeWorks, la nuova linea nutrizionale basata sulla personalizzazione dell'apporto di proteine di soia.
5. All'interno del suo comitato medico scientifico illustri personalità come il Premio Nobel per la Medicina 1998 Dr. Louis J. Ignarro, famoso per i suoi studi sulla cardiovascolarità. Ignarro ha già firmato prodotti rivoluzionari di prevenzione e benessere in esclusiva per Herbalife, come il Prelox Blue ed il NiteWorks (per saperne di più clicca qui)

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale

Lug 20

Un recente studio della Stanford University ha valutato le fonti energetiche alternative ai combustibili fossili mettendo a confronto benefici ed impatti di ognuna.

Lo studio, pubblicato su “Energy & Environmental Science” è stato condotto da Mark Jakobson, ricercatore e ingegnere ambientale che nel suo lavoro ha fatto per la prima volta un’analisi quantitativa delle energie alternative tenendo conto non solo delle emissioni prodotte ma anche del livello di sicurezza energetica, degli impatti sulla salute umana, sull’ecosistema e sulle risorse idriche. Il metodo seguito è stato quello di valutare l’impatto complessivo di ciascuna fonte esaminata come se fosse usata da sola per alimentare l’intero fabbisogno energetico del parco automobilistico degli USA trasformato in veicoli a trazione elettrica o a biocarburanti.

Ne è risultato che le fonti di energia più convenienti sono l’eolico, il solare a concentrazione, il geotermico ed il fotovoltaico . A seguire le maree, il moto ondoso e l’idroelettrico. Decisamente bocciati il nucleare, il cosiddetto “carbone pulito” ed i biocarburanti. E’ stato calcolato che il nucleare, oltre a problemi di sicurezza di non poco conto, ha emissioni 35 volte superiori a quelle dell’eolico e tempi lunghi di realizzazione delle centrali che in quel periodo comportano ulteriori emissioni non evitate.

Anche il carbone pulito non è affatto pulito ed emette una quantità di CO2 superiore di 110 volte a quella dell’eolico. I biocarburanti come l’etanolo ricavati dal mais o dalla cellulosa sono stati valutati negativamente per via dell’inquinamento e degli spazi e risorse sottratte ad altri scopi, con danni alla salute dell’uomo, alla fauna, al clima e alle già scarse risorse idriche del pianeta.

Il suggerimento finale di Jakobson è quello di non disperdere “energie” economiche ed intellettuali in mille rivoli ma di concentrarsi sullo sviluppo tecnologico delle fonti alternative che danno i più alti benefici assicurando così vantaggiose ricadute anche sulla produzione agricola, sui costi della salute e sul clima.

Fonte: Pieno sole

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Lug 20


Ringraziamo “Sicilia Informazioni”per questo articolo. Finalmente qualcuno si sta accorgendo che il Partito del Sud esiste già, è il nostro, nato a Gaeta nel 2002, quando si presentò alle elezioni amministrative di quel comune. Oggi amministra la città con la lista Raimondi, ex presidente del Vis. I partiti di destra e di sinistra sono all’opposizione. Fino ad un mese fa Gaeta era l’unica città al di sopra dei ventimila abitanti, amministrata da due liste non convenzionali, nè filorisorgimentali. Oggi l’ha seguita Aprilia, la seconda città della provincia. Gaeta sta tracciando la via maestra per battere i partiti tradizionali, difensori del Risorgimento, causa di tutti i mali del sud, vero cancro dei meridionali. Sono stati costretti da costoro a lasciare l’Italia in 30 milioni, una diaspora biblica che nemmeno gli ebrei hanno conosciuto, dopo che i piemontesi, nella lotta chiamata di “repressione del brigantaggio”, avevano massacrato oltre un milione di contadini chiamandoli Briganti. Negli ultimi anni sono andati via dal sud oltre 700 mila giovani, una vergogna nazionale che voglio nascondere con l’arresto di nuovi immigrati nella nazione da dove si emigra. I manifesti giganti messi a Palermo sono i nostri. Dell’Utri, siciliano di nascita, vera anima di Forza Italia, conosce un sondaggio nel quale ha letto la volontà del sud. Se si presentasse il nostro partito in tutte le regioni del sud, prenderebbe subito il 40% dei voti, perciò è stato inviato in Sicilia da Berlusconi, per rifare ciò che fece il massacratore di Bronte e dei siciliani nel 1860: Giuseppe Garibaldi. Le gente non ha più fiducia nei partiti di destra e di sinistra, che per noi, sono solo indicazioni stradali. Stiamo costruendo il Partito sul territorio, a Catania il nostro vicecoordinatore Nazionale ha aperto il primo supermercato COMPRASUD d’Italia. Un supermecato che vende solo prodotti meridionali, vi hanno aderito già 600 operatori agricoli ed industriali. Per la prima volta stiamo assaltando l’economia del Nord, ogni centesimo guadagnato da quel supermercato è tolto a quelli tosco-padani. Ci riprenderemo le compagnie di assicurazini, di navigazione, quelle telefoniche, le banche e soprattutto l’etere, per mezzo del quale entreremo nelle case della gente a spiegare come il Nord, in 150 anni, sia riuscito a mortificare i territori più ricchi d’europa.
Antonio Ciano , segretario nazionale del Partito del Sud
Fonte:ReteSud

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Lug 20


L’italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano e crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono. GIUSEPPE PREZZOLINI

Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza, è il momento di fermarti a riflettere. MARK TWAIN

Talvolta, vedendo le furfanterie della povera gente e tutti gli imbrogli degli uomini che occupano cariche importanti, si è tentati di considerare la società come una foresta piena di ladri, fra i quali i più pericolosi sono proprio gli sbirri incaricati di dare la caccia agli altri. NICOLAS DE CHAMFORT

I mulini degli dei macinano tardi, ma macinano molto fine. SESTO EMPIRICO

Tutta la vita della società e dello Stato è fondata sul tacito presupposto che l’uomo non pensi. Una testa che non si offra in qualsiasi situazione come un capace spazio vuoto non avrà vita facile nel mondo. K. KRAUSS

Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di Stato alle prossime generazioni. J. CLARKE

Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza. SOCRATE

Un uomo intelligente costretto a vivere insieme a degli sciocchi assomiglia a colui che ha un orologio che va bene in una città le cui torri hanno tutte orologi che vanno male. Lui solo sa l’ora giusta: ma a che gli serve? Tutta la gente si regola secondo gli orologi cittadini sbagliati, persino coloro i quali sanno che soltanto il suo orologio indica l’ora vera. ARTHUR SCHOPENHAUER

La democrazia è una forma di religione,
è l’adorazione degli sciacalli, da parte dei somari. (H.L. Menken)

Schiavo è chi aspetta qualcuno che venga a liberarlo. ( Ezra Pound)

Potrete ingannare tutti per un pò. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre. (Abramo Lincoln)

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Lug 20


Di GIUSEPPE BERTA

Fra le immagini stereotipate della società italiana a cui dobbiamo rinunciare vi è quella di un Sud con meno risorse delle altre aree del Paese, ma dotato di una popolazione più giovane e numerosa.

I dati dell’ultimo rapporto elaborato dalla Svimez - un’autentica istituzione della cultura meridionalistica, presieduta da Nino Novacco - ci dicono che non è più questa la realtà demografica del Mezzogiorno d’Italia. Oggi nel nostro Sud vivono 20,8 milioni di abitanti che, se non avverrà un’inversione di tendenza, saranno calati a 19,3 milioni tra vent’anni. Saranno allora le classi d’età più anziane a prevalere: andando avanti di questo passo, una persona su tre avrà più di 65 anni; una su dieci supererà gli 80.

Il Sud, ancora più dell’Italia, non è una terra per i giovani. Questi se ne stanno andando, infatti, in numero elevato. Sono circa 300 mila le persone che ogni anno abbandonano il territorio meridionale «per cercare di realizzare le loro aspettative professionali nel resto del Paese», come scrive il Rapporto Svimez. Per circa 120 mila di essi non si tratta della ricerca di un’opportunità momentanea, ma di una scelta definitiva. Sono giovani che non faranno mai più ritorno ai luoghi in cui sono nati; li contraddistingue un’alta scolarizzazione e un desiderio di miglioramento della loro condizione che li spinge al Nord.

Dunque, il nostro Paese non conosce soltanto i flussi migratori di cui riferiscono quotidianamente le cronache, con i risvolti dei problemi di sicurezza che tengono banco nel dibattito politico. È ripreso anche il movimento della popolazione che più di ogni altro ha segnato la storia del secolo scorso, quello che sposta le persone lungo l’asse Sud-Nord. Soltanto che è molto diverso da quello di cui conserviamo ancora una solida memoria collettiva. Le migrazioni odierne non hanno proprio nulla di simile a quelle codificate nell’immagine pubblica, quando - nei decenni Cinquanta e Sessanta - molti lavoratori meridionali affluivano alle città settentrionali e alle loro fabbriche. Ciò che avviene oggi coinvolge i giovani più istruiti del Sud, quelli che vogliono per se stessi gli studi migliori, che hanno voglia di misurarsi con la realtà più avanzata con cui possono entrare in contatto.

Se è lecito accostare l’osservazione personale alle cifre, devo dire che i numeri della Svimez non stupiscono chi, come me, li ha letti al termine di una giornata d’esami trascorsa in un’università milanese, la Bocconi, che è una delle mete preferite dai ragazzi meridionali. Sono tanti quelli che giungono - proprio come annota la Svimez - dalla Puglia, dalla Campania, dalla Sicilia, attratti dalla capacità di richiamo di una grande area metropolitana e dalle sue istituzioni formative. Sono studenti mossi quasi sempre dalla volontà di utilizzare gli strumenti d’analisi di cui si impadroniscono per comprendere il territorio dal quale provengono. Propongono, spesso in modo appassionato, tesi e lavori di approfondimento sui luoghi in cui sono nati, animati da un interesse molto forte e vivace per i problemi locali. Ma sanno bene che non applicheranno i risultati dei loro studi alle loro terre. Esse non concedono loro spazio per affermarsi, per far valere le loro conoscenze, per promuovere il loro talento. Del resto, come potrebbero rassegnarsi a tornare in posti che lasciano loro ben poche speranze? Nel Sud il Pil pro capite è pari al 59% di quello del Centro-Nord: circa 18 mila euro contro oltre 30 mila. Meglio allora, molto meglio, scommettere su se stessi e tentare altrove la propria sorte.

Nulla più di questa perdita del «capitale umano», rappresentato dall’intelligenza e dalle competenze di migliaia e migliaia di giovani, testimonia del declino del Mezzogiorno, che assiste all’allontanamento progressivo delle sue energie più vitali. La crisi del Sud si riflette, ancor prima che nel peggioramento degli indicatori economici, nel venir meno di una visione dello sviluppo. Sulle prospettive di crescita della società meridionale è calata da anni una cortina di silenzio.

Ciò dipende anche dal fatto che la «questione settentrionale» ha soppiantato da tempo, nell’agenda politica italiana, la «questione meridionale», una volta uno dei cardini del discorso politico del nostro Paese. C’è da chiedersi, tuttavia, quanto a lungo potrà reggere un rapporto così squilibrato con una parte d’Italia che sta scontando la consunzione e lo spreco delle sue fondamentali risorse sociali.

Fonte: La Stampa del 17/07/2009

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Lug 20
























Sono in distribuzione i numeri n. 24 e n.25 de IL CARLINO

Nel n. 25 oltre a notizie e approfondimenti di carattere storico le indicazioni per poter partecipare all’11^ Serata Tradizionalista Borbonica del 1 Agosto.

Richiedi in omaggio una copia del Carlino inviando una e-mail di richiesta a :RETESUD@GMAIL.COM (saranno addebitate le sole spese postali)

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Lug 20

Si muore generalmente perchè si è soli o perchè si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze, perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”
(Giovanni Falcone)
L’opera in immagine e gli scritti sono tratti da: “Profondo Sud “il canto sospeso” Per non dimenticare… “del maestro Enzo Falcone

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Lug 20

Leggetevi questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno e vi renderete conto di come va l’Italia. Gli scempi, non solo vengono finanziati ed autorizzati, ma vengono anche legittimati con ricchi premi e cotillons.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=252517&IDCategoria=1
A nulla vale il dissenso pacifico e democratico degli ambientalisti, a nulla valgono i tentativi di sensibilizzare la pubblica opinione, a nulla vale interessare gli Enti preposti perchè… sono gli stessi Enti che autorizzano e incitano all’emulazione con premi oltraggiosi.
PS. Qualcuno ha dimenticato di dire nell’articolo di cui sopra che, nello specifico, le cave di Fantiano erano già state strappate al degrado e all’oblio nel pieno rispetto dei luoghi, ad opera del lavoro e della dedizione di Alfredo Traversa. Ma all’epoca nessuno ha dato un premio ad Alfredo perchè non c’erano soldi che giravano, nè si dovevano “giustificare” finanziamenti.
Si sa quando ci sono i soldi e arrivano a pioggia “INCIMI TUTTU” e se, per questo, luoghi bellissimi e di grande suggestione vengono banalizzati e “stuprati” e la gente, a giusta ragione, si lamenta, confezioniamo un bel premio ad hoc così tappiamo la bocca a chi dissente. A quando il premio per aver distrutto la curtis del Castello di Giacomo D’Atri?Non so voi… ma per noi…questi signori meriterebbero una bella….

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Lug 20

Per fortuna c’è la musica… non solo musica.
(nella foto Carmine Fanigliulo e Valerio Manisi)

Nella conferenza stampa del 16 luglio u.s. alcune anticipazioni
http://laris.devil.it/viewtopic.php?t=118&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=

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