Giu 16

Raccolta di foto che trattano la Lucania, Marconia, Pisticci, Dintorni, il mare, e le nostre feste, per rappresentare la bellezza del nostro territorio a chi dice che non valiamo nulla, e a chi ci chiama Terroni gli rispondiamo che siamo fieri di esserlo!

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale





Giu 16


Di Giuseppe Caporale



L’AQUILA - Nelle tendopoli dei terremotati ora anche il volantinaggio è severamente vietato. Nelle centottanta strutture d’accoglienza gestite dalla Protezione Civile e situate intorno alla città dell’Aquila, giorno dopo giorno aumentano divieti e restrizioni. Appena due settimane fa, con una circolare firmata dal vice capo del dipartimento ministeriale, Bernardo De Bernardinis, era stata abolita la somministrazione di caffé, cioccolata e vino. Poco prima, anche le manifestazioni interne ai campi, promosse dalla popolazione, erano state bandite. “Occorre non turbare la quiete degli ospiti” era stato spiegato dagli uffici della Dicomac (il centro operativo della Protezione Civile).

Dell’impossibilità di diffondere volantini, invece, si sono accorti, ieri, i nove comitati che curano l’organizzazione della manifestazione di protesta contro il decreto per la ricostruzione voluto dal governo. Un decreto che domani sarà in discussione alla Camera. E proprio lì, a Roma, i comitati “senza colore politico e senza bandiere” vogliono far sentire la loro voce. “Per questo stavamo girando le tendopoli: per diffondere un volantino che invitava la popolazione a partecipare alla manifestazione di protesta martedì davanti Montecitorio” racconta Gianfranco De Felice, 27 anni, grafico pubblicitario, sfollato e attivista del comitato “3e32″. “La distribuzione del materiale però ci è stata impedita ovunque. Abbiamo solo potuto lasciare un volantino al responsabile di ogni singolo campo, chiedendo la garanzia che almeno venisse affisso in bacheca” racconta ancora. E aggiunge: “Un volontario della tendopoli di Sant’Elia poi, mi ha mostrato una circolare interna, firmata dalla direzione della Protezione Civile, dove era scritto che il volantinaggio in tutti i campi è severamente vietato. Ho chiesto di fotografarla o di averne copia, ma mi è stato impedito”.

Intanto, ieri a Roseto, oltre seicento sfollati si sono radunati in assemblea per organizzare la manifestazione di Roma, e i toni si sono fatti molti aspri. In platea solo comitati spontanei, nessun sindaco o amministratore pubblico. “Siamo stanchi di essere presi in giro sia dal governo nazionale (di centrodestra), che dai rappresentanti delle istituzioni locali (di centrosinistra) che non hanno la forza di opporsi” ha detto Mattia Lolli del Comitato 3&32 “era chiaro da subito che non si possono far rimanere 30 mila persone otto mesi nelle tende. Siamo pronti a mobilitarci per bloccare i lavori del Piano C. A. S. E. (con i 13 mila appartamenti voluti dal governo). Pronti a stenderci davanti alla gru”.

Fonte:La Repubblica (15 giugno 2009)

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Dal giorno della candidatura fino alla festa della vigilia del voto, passando per le lunghe notti al comitato elettorale per sfidare la burocazia. E poi la presentazione della lista a piazza Trieste e Trento e a Caivano e i tanti volantinaggi, tra cui quelli di Castellammare, di Ponticelli e del Vomero. Perché… INSORGERE E’ GIUSTO e, soprattutto, ci esalta e ci unisce. E poi avete mai visto tanti volti belli e sorridenti a fare politica?
Un piccolo e grezzo omaggio dal Kapo agli Insorgenti…. per non dimenticare mai che è la passione a muovere il mondo. E che renderà reale, un giorno, l’isola che non c’è.

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16


Di Emilia Urso Anfuso


Da diversi giorni in Abruzzo, e più esattamente all’Aquila, c’è un particolare fermento. Centinaia di persone, stanno lavorando alacremente per far si che la zona in breve, possa garantire la totale sicurezza agli ospiti del prossimo G8, che inizierà l’8 Luglio prossimo

Da diversi giorni in Abruzzo, e più esattamente a L’Aquila, c’è un particolare fermento. Centinaia di persone, stanno lavorando alacremente per far si che la zona in breve, possa garantire la totale sicurezza agli ospiti del prossimo G8, che inizierà l’8 Luglio prossimo. Squadroni di tecnici a verificare la sicurezza delle strutture che verranno utilizzate per l’occasione. Operai operosissimi, che sotto l’occhio controllore di tecnici ed esperti della sicurezza, mettono nelle loro mani la vita di Presidenti di Nazioni che si incontreranno, per decisione del nostro Governo, in una città ancora agonizzante per un disastro forse annunciato, molto sfruttato ed ora, un pò vilipeso.

Il Governo - voci di corridoio poi dichiarate apertamente – si fregia del fatto, di aver attinto ai migliori mobilieri italiani, per creare l’incanto di 30 appartamenti per alloggiare le membra del Potere internazionale. Questi alloggi a cinque stelle Superior, hanno catalizzato l’attenzione della ricostruzione gettando nell’oblio le necessità del Popolo.

Nessuno può accedere alle zone preposte al G8: in testa i giornalisti. I siti sono sbarrati da personale dei servizi di sicurezza. Non si può accedere. Ma neanche parlare di ciò che sta avvenendo. Top secret. L’alibi è quello di dover consentire la massima operatività ed in tempi relativamente brevi, al fine da poter accogliere in lussuose suites presidenziali, i potenti del Mondo.

Telecamere quindi smorzate. Fotografi orfani di immagini. Cittadinanza sfollata e relegata negli alloggi “propri” alla Massa: tendopoli ora fredde ora roventi. Acquitrinose in caso di pioggia. Invivibili persino per una settimana di vacanza di avventura. Coabitazione coatta fra eredi di disperazione in attesa di indirizzo.

Una volta in più, cala la cortina che sfoggia una luce diversa ad illuminare il percorso di vita, a seconda che si nasca fortunati o figli della propria terra e basta. Questo G8 e tutto il fremere che gli ruota intorno, mettono milioni di anni luce in più, fra il divario che esiste fra il Potere ed il Popolo.

Lassù, gli Illuminati. Giù in basso, la Gente. Senza mai riflettere sul fatto che, in assenza di Massa Umana, gli Illuminati esisterebbero solo per veder la propria immagine riflessa dentro uno specchio.

Il Potere non teme le critiche. Semmai, teme di dover soggiornare scomodamente. Di dover alloggiare in ambienti che poco si accostano al prestigio. Di dover argomentare le sorti del mondo davanti ad un tavolaccio, piuttosto che ad un fratino del ‘400.

Quanto stia costando la preparazione del G8 in questione, non è dato sapere. Si è parlato solo di quanto si sarebbe risparmiato, spostandolo dalla Maddalena all’Aquila. Dimenticando che, già da più di un anno, la Sardegna era in fervore di preparativi – persino di nuove strutture edili – per accogliere un evento di tale risonanza. Nemmeno di quei soldi buttati per nulla, si fa menzione. Peccato. Informazioni che avrebbero dato una misura più precisa e logica di dove e come vengono spostati i finanziamenti che generiamo da cittadini d’Italia.

Ora, tutta l’attenzione è rivolta al grande palcoscenico. Non c’è tempo per analizzare. Ne per argomentare le esigenze della Gente comune. La priorità va data all’ennesimo G. Che se non ve ne foste accorti, sta divenendo un evento quotidiano nei nostri giorni. Un G al giorno, forse, toglie la polemica di torno… o la attizza. Vedremo.

Nel frattempo, cala l’attenzione dei media nazionali – non possono far altro a quanto pare – su fatti e cose che realisticamente sarebbero più interessanti per tutta la Comunità Italiana. Ad esempio: a che punto sono le indagini che dovrebbero proseguire per individuare i colpevoli di edifici realizzati con materiali di terz’ordine e senza alcuna normativa antisismica? Cosa ne è della Impregilo s.p.a. Impresa di Stato che è fra l’altro, la penosa realizzatrice dell’Ospedale S. Salvatore dell’Aquila, crollato rovinosamente a causa di appalti di convenienza?

E che notizie si hanno sulle cifre raggranellate dagli italiani nella gara di solidarietà che continua quotidianamente a vederli protagonisti, per dare una mano ai terremotati ed alla ricostruzione? Per non parlare del decreto N° 39 sulla ricostruzione in Abruzzo, che scredita totalmente le dichiarazioni del mondo Politico sia per quanto riguarda le cifre dichiarate all’inizio – 8 miliardi che all’atto pratico, leggendo bene il Decreto, sono circa 5,5mld – sia per ciò che riguarda gli articoli relativi alla ricostruzione – che non è presa in considerazione – degli appartamenti di proprietà dei non residenti.

I finanziamenti, ricordo peraltro, saranno “diluiti” di qui al 2032: c’è da morire di attese. Ed una parte del Decreto in questione, propone ed approva la creazione di nuove lotterie atte a raggranellare circa 500 Mln di euro da mettere nel novero degli stanziamenti per la ricostruzione. Un bel gioco delle tre carte.

Poco rassicura peraltro, il fatto che si sia deciso – una volta in più – di attingere circa due miliardi di euro dai FAS – Fondi per le Aree Sottosviluppate – quel “salvadanaio” che sarebbe dedicato da sempre allo sviluppo del Mezzogiorno, ma dal quale si attinge sempre come fosse quella che in alcune regioni del Sud d’Italia si chiama “Ammucciagghia”, cioè, denaro sottratto alla gestione familiare quotidiana, ma messo da parte per i momenti di bisogno…

Le televisioni tacciono. I giornali parlano d’altro. I terremotati non hanno voce. Non perché non si stiano ribellando ad un Sistema di cose che li vede in realtà protagonisti di un grande scempio: nessuno li fa parlare. Nessuno li intervista. E persino quelle rarissime volte in cui qualche rete decide di mandare in onda qualche testimonianza dal “terreno”, si nota come si scelgano le persone più moderate, tranquille.

Eppure da giorni e giorni, c’è gente che si lamenta a gran voce. Un po’ per tutto. A partire dai Sindaci che si sono visti negare ad oggi, la revisione del Decreto N° 39, per arrivare ai malumori degli sfollati che stanno vedendo coi loro occhi, come la ricostruzione - parlando di quella “provvisoria” - presumibilmente, non avverrà in tempi brevi, come promesso. E di come probabilmente, non otterranno giustizia sui colpevoli di una infamia chiamata “edilizia facile e corrotta” che ha troppi protagonisti di “spessore” per lasciare nelle mani di chi ha subito, la loro carne da macellare.

Ancora una volta, si palesa una divisione: fra vincitori e vinti. Ed accadrà finché, ci saranno troppe brave persone ad accettare che possa esistere un divario imbarazzante fra gli esseri umani anche – e sopratutto – nel momento del bisogno. Fonte:Agoravox

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Sep 07

1. Herbalife è una multinazionale con 25 anni di esperienza diffusa oggi in 60 paesi del mondo
2. Tutti i prodotti sono a base naturale, vero e proprio "cibo" senza controindicazioni
3. 45.000.000 di clienti soddisfatti in tutto il mondo
4. Herbalife ha finanziato il primo laboratorio al mondo di Nutrizione Cellulare e Molecolare all'interno dell'Università UCLA di Los Angeles, diretto dal Prof. David Heber, nutrizionista di fama mondiale, Direttore del nostro staff medico-scientifico. Heber è l'ideatore di ShapeWorks, la nuova linea nutrizionale basata sulla personalizzazione dell'apporto di proteine di soia.
5. All'interno del suo comitato medico scientifico illustri personalità come il Premio Nobel per la Medicina 1998 Dr. Louis J. Ignarro, famoso per i suoi studi sulla cardiovascolarità. Ignarro ha già firmato prodotti rivoluzionari di prevenzione e benessere in esclusiva per Herbalife, come il Prelox Blue ed il NiteWorks (per saperne di più clicca qui)

fonte: dieta-dimagrante.com » vai al post originale

Giu 16


Di Daniele Rovai

Cento milioni di euro. Questa la cifra che sarà prelevata dal 1 gennaio 2009 dal finanziamento che ogni famiglia italiana paga, grazie ad una tassa sulla bolletta elettrica, per garantirsi la sicurezza di non essere contaminata dai 28.000 metri cubi di scorie radioattive ereditate dalla stagione nucleare degli anni ’60. L’idea è di un deputato del PDL, tale Zanetta, e del suo emendamento al Ddl 1195, il Disegno legge che ripaprirà la stagione nucleare italiana. Disegno legge che attende solo il terzo ed ultimo passaggio parlamentare per diventare legge di stato. Scippo dei soldi compreso. L’emendamento, che non centra niente con quel progetto, serve a creare surrettiziamente una tassa occulta deviando un finanziamento che dal 2000 ad oggi ha visto arrivare nelle casse della società deputata a smantellare il nostro sistema nucleare, la Sogin, ben 1.092,2 milioni di euro. Tanti soldi che in un momento di crisi fanno gola e che da gennaio 2009 - questo dice l’emendamento Zanetta - saranno usati per rimpinguare il bilancio dello Stato. Un’ottima pubblicità per un governo che da sempre dice di non voler mettere le mani nelle tasche degli italiani.

L’idea che ha avuto Zanetta non è però originale. Il padre di questa idea “creativa”, cioè usare i soldi dati per un particolare progetto per rimpinguare le casse dello Stato, l’ebbe il ministro Giulio Tremonti nel 2005. Era l’anno del famoso taglio delle tasse promesso da Berlusconi e in qualche maniera si doveva recupera almeno in parte le entrate mancanti. Lo strumento usato fu la Finanziaria, che deviò il finanziamento per lo smantellamento nucleare nel bilancio statale (articolo 1, comma 298). In pratica, ciò che sta rifacendo oggi Zanetta.

Quella del 2005 fu una Finanziaria di dolorosi tagli, tanto che non solo si ridussero i soldi dei ministeri così da avere “una minore spesa pari a 700 milioni di euro per l’anno 2005 ed una minore spesa annua di 1.300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2006”, ma si aumentarono anche alcune imposte indirette come “gli importi fissi dell’imposta di registro, della tassa di concessione governativa, dell’imposta di bollo, dell’imposta ipotecaria e catastale, delle tasse ipotecarie” - alla faccia delle promesse Berlusconiane - cosi da recuperare, solo per il 2005, ben 1.120 milioni di euro. Infine si cercarono dei “tesoretti” nascosti.

Oggi si parla di conti dormienti, ma nel 2005 si pensò al “tesoretto” che era stato raccolto nelle casse della Sogin. Nemmeno un prelievo “una tantum”, ma una disposizione annuale. La cosa incredibile è che nel 2006, con al governo il centro sinistra, quella disposizione non fu abrogata, ma ci si aggiunsero altri 35 milioni di euro! Insomma: nel 2005 i milioni erano 100, ma a partire dal 2006 divennero 135.

L’unico che prese carta e penna per denunciare questi fatti fu il presidente dell’Autorità Elettrica, che scrisse ben due volte al Parlamento perché abrogasse queste disposizioni. Secondo Ortis quegli articoli prevedevano “accanto ad una componente parafiscale (quella degli oneri di sistema) un vero e proprio prelievo di tipo fiscale, di natura sostanzialmente occulta poiché non realizzato attraverso un provvedimento di carattere esplicitamente tributario, ma agganciando una parte del gettito dovuto al bilancio ad un prelievo di altra natura”.

Una denuncia che il Parlamento non accolse. Né quello di centro destra, ne quello di centro sinistra. La conseguenza fu che a partire dal 2006 - per coprire l’ammanco nei conti della SOGIN - l’Autorità elettrica fece l’unica cosa possibile: aumentò quella tassa che provocò nel 2006 un onere addizionale pari a oltre lo 0,4% sulla bolletta elettrica. Una bella cifra in un anno che vedeva l’inflazione aumentare del 1,2%.

Sino al 2008 questa tassa occulta si è rivelata un regalo da parte delle famiglie italiane al governo di 600 milioni di euro e dopo 4 anni, grazie all’onorevole Zanetta, quell’idea creativa viene aggiornata. Lo si fa riscrivendo proprio l’articolo del suo maestro Tremonti. In pratica andando a cambiare quel comma si avrà una Finanziaria 2005 contenente una norma… che inizierà ad avere effetto solo 4 anni dopo! Un assurdità legislativa se si pensa che le disposizioni delle Finanziarie regolano anno dopo anno l’attività patrimoniale dello Stato.

La cosa incredibile è che il Ddl 1195 dice esplicitamente che la Sogin sarà smembrata e che nascerà una nuova agenzia governativa nucleare che si occuperà di tutto, smantellamento compreso. Il disegno parla però solo degli impianti nuovi e non dice cosa si farà delle vecchie scorie e dei vecchi impianti e, soprattutto, se sarà la nuova Agenzia ad occuparsene. A quanto pare l’unica preoccupazione è stata quella di chiudere la Sogin e arraffare una buona pare dei soldi per lo smantellamento.

Ad oggi l’unica certezza è che ci ritroveremo delle nuove centrali nucleari in casa quando quelle vecchie non sono ancora state smantellate e una bolletta elettrica che sicuramente aumenterà perché i soldi per controllare quei vecchi siti, anche se non si sa chi li controllerà, da qualche parte devono venire fuori. Come devono saltare fuori i 135 milioni per i Bilanci governativi.

Fonte:Altrenotizie

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16


Di Antonio Di Muzio

L’AQUILA (14 giugno) - La città ormai può dirsi militarizzata. Anche per compiere i più normali e innocui gesti quotidiani ci serve un permesso, un pass, un’autorizzazione. La gente, sia della costa che delle tendopoli, è stufa. Siamo arrivati al punto che è impossibile anche avvicinarsi per guardare soltanto la propria abitazione. La gente si chiede: un eccesso di zelo a tutela dell’incolumità delle persone oppure si vuole celare alla vista dei cittadini le condizioni del capoluogo? Siamo certi che stiamo parlando di eccesso di zelo da parte di coloro che sono autorizzati alla “guardia”. Ma tant’è. Girando per L’Aquila si avverte un senso di fastidio, quasi una mancanza di libertà di movimento. E la proteste aumentano per questa “ghettizzazione” che non fa altro che far lievitare i disagi causati dal terremoto.

Per iniziativa di un gruppo di cittadini è stato attivato un “numero di telefono amico” a disposizione di tutte le persone che abitano nelle 160 tendopoli del “cratere”. Il numero (327-1672466) sarà messo a disposizione di chiunque voglia segnalare disfunzioni, problemi di comunicazione, difficoltà a interagire con i responsabili dei vari campi. «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni - spiega Marco Valeri, tra gli ideatori di questa iniziativa - di difficoltà relative principalmente a disagi nelle tende dovuti al freddo prima, al caldo poi, alla pioggia o al rischio epidemiologico».

Molte, soprattutto fra i più giovani, sono però le segnalazioni relative a disagi sociali. «Il problema degli accessi ai campi è noto a tutti - aggiunge Valeri, specificando che l’iniziativa non è legata a comitati - Specie nelle tendopoli più grandi, dove per visitare un amico o un parente c’è bisogno di un pass provvisorio. In alcuni campi è persino difficile agli stessi residenti rientrare dopo una certa ora, perché i responsabili chiudono le porte d’accesso. Dal punto di vista sociale, talvolta abbiamo sperimentato le difficoltà di organizzare una riunione con più di dieci persone».

Il deputato Udc Pierluigi Mantini, intanto, ha detto ieri che interromperà lo sciopero della fame solo «quando ci sarà la legge». Secondo l’esponente dell’Udc i cittadini del terremoto «si sentono traditi, sono disperati. Noi vogliamo evitare un’escalation di protesta che potrebbe degenerare, ma interromperemo il digiuno solo se martedì ci saranno, nella legge, le promesse fatte da Berlusconi e le misure essenziali sugli indennizzi per le case del centro storico, gli immobili produttivi, le risorse per i comuni colpiti, la zona franca».

La protesta, di Mantini e di un gruppo di cittadini e amministratori, era cominciata mercoledì sera. Mantini parla anche di Bertolaso: «Non potremo mai accettare la tesi di Bertolaso, che ha sostenuto in Parlamento che con le ordinanze può modificare a suo piacimento la legge. Non è vero, e non siamo un popolo di mendicanti. Abbiamo fiducia nelle istituzioni democratiche e nella collaborazione tra tutte le forze dinanzi a una calamità nazionale così grave. Rivolgo un appello speciale a Gianni Letta, che da abruzzese e da uomo delle istituzioni conosce bene i problemi e il valore del rispetto degli impegni assunti al massimo livello».

Fonte:Il Messaggero

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16


Nel 2008 è recessione in tutte le regioni, ma la crisi morde di più in Campania (-2,8%), e al Centro-Nord si registrano 13mila euro all’anno in più di Pil pro capite rispetto al Sud. Sono queste le prime anticipazioni del Rapporto Svimez che sarà presentato il 16 luglio prossimo. Nonostante l’anno scorso abbia subito soltanto i primi segni della crisi - si spiega - il Pil 2008 ha registrato variazioni negative in tutte le regioni italiane, con valori compresi tra -0,1% del Trentino Alto Adige e -2,8% della Campania. In valori assoluti il Pil pro capite del Mezzogiorno è pari a 17.970 euro contro i 30.680 del Centro-Nord. In base alle stime Svimez, dunque, da sette anni consecutivi ormai il Mezzogiorno cresce meno del Centro-Nord: nel 2008 il Mezzogiorno ha segnato rispetto all’anno precedente un calo di Pil dell’1,1%, risultato lievemente peggiore del Centro-Nord (-1%). A livello regionale, la forbice oscilla tra la tenuta del Trentino-Alto Adige (-0,1%) e il crollo della Campania, che scende del 2,8%. A seguire, le perdite più forti riguardano regioni del Nord: il Friuli Venezia Giulia (-1,7%), la Liguria e la Lombardia (entrambe in calo dell’1,6%) e il Piemonte (-1,4%). All’interno del Mezzogiorno, la Puglia registra anche quest’anno l’andamento migliore, nonostante la forte decelerazione (+2,6% nel 2007, -0,2% nel 2008); Abruzzo e Calabria segnano -0,4%, Molise e Basilicata -0,5%, mentre più colpite dalla crisi, dopo la Campania, sono la Sardegna (-1%) e la Sicilia (-0,7). Dal 2000 al 2008, comunque, il Mezzogiorno è cresciuto in media d’anno circa la metà del Centro-Nord, +0,6% contro +1%, a testimonianza di una forte e persistente tendenza di riapertura del divario di sviluppo tra le due aree. Tra le regioni italiane, negli otto anni, è stato il Lazio a crescere di più (+1,8%), seguito da Marche (+1,3%) e Umbria (+1,1%). Nessuna delle regioni del Sud supera nel periodo 2000 - 2008 il tasso di crescita medio nazionale (+0,9%): si oscilla tra il +0,2% dell’Abruzzo e il +0,9% della Calabria e del Molise. Puglia e Sardegna segnano +0,7%, Sicilia +0,8%. Contenuta la crescita della Basilicata, ferma a +0,3%, e della Campania, a +0,4%. Nel 2008 il Pil pro capite nazionale in valori assoluti è stato di 26.276 euro, risultante dalla media tra i 30.680 euro del Centro-Nord e i 17.970 del Mezzogiorno. Il Pil pro capite al Sud nel 2008 è stato pari al 58% di quello del Centro-Nord e al 68% del dato medio nazionale. La regione più ricca è stata la Valle d’Aosta, con 33.833 euro, seguita da Lombardia (33.335 euro), Trentino Alto Adige (32.768) ed Emilia Romagna (32.301). Nel Mezzogiorno la regione con il Pil pro capite più elevato è stata l’Abruzzo (21.662 euro), che comunque registra un valore di 3.200 euro al di sotto dell’Umbria, la regione più debole del Centro-Nord. Seguono la Sardegna (20.627), il Molise (20.429), la Basilicata (19.039 euro), la Puglia (17.955), la Sicilia (17.533) e la Calabria (17.285). La regione più povera é la Campania, con 16.746 euro. (ANSA)

MEZZOGIORNO: RONGHI (UGL), RAPPORTO SVIMEZ CONFERMA DISASTRO SOCIOECONOMICO

(IRIS) - NAPOLI, 12 GIU - “Dal Rapporto Svimez arriva una conferma sul disastro socioeconomico del Mezzogiorno”. Lo afferma il segretario confederale delle politiche per il Mezzogiorno dell’Ugl. Salvatore Ronghi. “Negli otto anni esaminati - spiega Ronghi - appare evidente che il Sud è cresciuto meno della metà del centronord, nonostante l’utilizzo dei fondi strutturali. Questo - prosegue l’eponente dell’Ugl - è un dato preoccupante per due motivi. Nonostante le ingenti risorse, la qualità della spesa dei fondi comunitari delle regioni meridionali non ha determinato alcun incremento del Pil e, dunque, alcuna crescita socio economica del territorio. La crisi del Mezzogiorno è la crisi del sistema Paese Italia per far fronte alla quale occorre una assunzione di responsabilità da parte del governo per trasformare l’attuale crisi in opportunità e per rilanciare politiche industriali che garantiscano lo sviluppo equilibrato del Paese e non penalizzino il Sud. E’ evidente che, se si intende avviare tale processo strutturale - conclude Ronghi -, non si puo’ continuare a ’saccheggiare’ le risorse Fas”. Segnalazione Redazione Due Sicilie

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Da Milano a Pianura, per vedere da vicino l’emergenza rifiuti in Campania.

Nel documentario Vietato Respirare di Riccardo Farina, Pietro Menditto, Diego Fabricio, affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche .

A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali. A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra.

Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari. Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare Da Milano a Pianura, per vedere da vicino lemergenza rifiuti in Campania. Nel documentario Vietato Respirare affiora la tragedia di una terra stremata, tra cumuli di immondizia non raccolta e discariche abusive altamente tossiche. A Pianura la diossina e gli altri veleni mietono vittime per malattie tipicamente industriali.

A Taverna del Re i contadini coltivano a ridosso dei depositi di ecoballe. A Monteruscello i bambini giocano in mezzo ai topi e sognano di vivere in un paese senza una carta per terra. Intanto cresce la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e spesso si trasforma in disperate manifestazioni di protesta, anche nei confronti di Gianni De Gennaro, lultimo di una serie di commissari straordinari.

Le voci della società civile come quella di don Alex Zanotelli cercano di scuotere dallindifferenza. E intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirareE intanto nella terra più gioiosa e feconda di Italia ora si fa fatica a respirare questo è il rischio di affidare in mano a poche società in subappalto (fibe, impregilo) l’intero sistema di gestione industriale del rifiuto.

I napoletani hanno i loro pregi e i loro difetti come tuttti gli altri italiani,
questo disastro non l’hanno commesso loro, ma la politica connivente
con la camorra e le aziende private del nord prive di scrupoli. Il
pugno duro del governo andrebbe usato soprattutto contro di loro, non
contro gli abitanti di Chiaiano.

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Ricevo e posto con condivisione e con la speranza che si possa organizzare, per l’anno prossimo, una tappa del “tour” anche qui al nord.
Penso che questa sia una strada giusta per coinvolgere tanti giovani e risvegliare in loro, in modo moderato e guidato, l’interesse e la voglia di “riscoperta” della nostra storia.
Complimenti all’infaticabile amico Dr. Francesco Laricchia :

Centinaia di persone hanno partecipato alla 1^ edizione del concorso per la elezione di Miss Due Sicilie e Brigantessa del Sud organizzato dall’Associazione Rete Sud a Casamassima il 13 giugno in occasione della Festa Nazionale regnicola.

Il concorso che non si basa su bellezza o formosità delle partecipanti ma esclusivamente sulla provata capacità, determinazione e grinta delle stesse, ha visto attribuire la fascia di Brigantessa del Sud ad una emigrata dalla repubbliche russe mentre le altre due fasce (miss e lady) sono andate a due partecipanti della provincia di Bari.

La Giuria del concorso, formata oltre che dallo scrivente dagli amici Marabello, Linzalone, Luisi, Gentile e dalle gentili consorti, era presieduta dal generale Giuseppe Rella.

A tutte le partecipanti è stato consegnato un diploma di partecipazione riportante in bella vista lo stessa del Regno ed alcuni dei Primati del Sud preunitario.

Nel corso della serata non è mancato lo spazio per piccole “pillole di storia” che pubblico e partecipanti hanno mostrato di gradire.

Per il prossimo anno è intenzione dell’Associazione svolgere il concorso in più tappe nelle città del Sud sperando di poter condividere l’organizzazione degli eventi con le tante associazioni duosiciliane operanti nel meridione.
Saluti

Francesco Laricchia



fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Vari monologhi del generale Carmine Crocco eroe delle due sicilie

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16


Mentre Franceschini tace, Berlusconi afferma che la sua mancata vittoria è dovuta all’ingratitudine dei Siciliani.

Di Giovanni Mollica

Non tutti saranno d’accordo, ma abbiamo l’impressione che le prossime settimane saranno molto importanti per la Sicilia e i Siciliani.
Non decisive, importanti.
E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che i Governi nazionali degli ultimi quindici anni hanno portato avanti una concreta progressiva separazione del Mezzogiorno dal resto del Paese.
Ciò che è accaduto nelle ultime settimane e si compirà nelle prossime non è, quindi, realmente decisivo per il nostro futuro di Meridionali, che appare ormai segnato.
Ma importante si, sul piano della rapidità con la quale tale processo si va compiendo.
E’ in corso una specie di procedura di liquidazione del Meridione, che si attua mediante il trasferimento alle istituzioni locali – incapaci di gestire persino il traffico automobilistico -, di funzioni che richiedono grande competenza e senso di responsabilità.
Doti mediamente assenti nel bagaglio culturale degli amministratori del Sud.
Così facendo, lo Stato scarica il Meridione, considerato una fonte di sperperi e di inefficienze, ormai senza speranza di ripresa.
Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, per il resto del Paese, sono una specie di tumore primario, da circoscrivere rapidamente prima che produca metastasi a danno del tessuto sano.
Vi sono molte parti del Nord che hanno produttività e reddito superiori a quelli svizzeri. Su Roma sono piovute enormi quantità di denaro e ancor di più ne arriveranno grazie alle ultime leggi su Roma Capitale.
Al Centro, si sa, si vive bene e il turismo può crescere ancora molto. Toscana e Umbria hanno un’altissima qualità della vita e sono il buen retiro nel quale tanti ricchi nordeuropei si rifugiano in età avanzata.
Il Mezzogiorno invece è il regno del degrado, della inefficienza, della criminalità, dello sperpero.
Lo strumento per tagliare la palla al piede del Paese è la devolution. Avviata dalla sinistra e in via di completamento da parte della destra.
A dimostrazione che Sinistra e Destra sono parole vuote e che ciò che conta nella società del mercato globalizzato è la capacità di produrre ricchezza materiale e saperla gestire.
Trasferendo, prima alle Regioni e poi ai Comuni, una parte sempre più imponente delle sue funzioni, lo Stato ha, di fatto, rinunziato all’impegno di rendere uniformi – non utilizziamo volutamente il termine giuste, questo non è un tema etico - le condizioni socioeconomiche di partenza dei suoi cittadini.
Alla faccia di una Costituzione che viene chiamata in causa solo quando conviene.
Negli ultimi anni, il processo di decentramento delle funzioni pubbliche è diventato inarrestabile.
I Governi che si sono avvicendati hanno semplicemente preso atto che era troppo oneroso tentare di portare la Scuola, la Sanità, i Trasporti, la Giustizia, l’Impresa del Sud a un livello accettabile.
In un primo tempo si sono limitati a trasferire agli enti locali la responsabilità della spesa, poi, sotto la pressione di una parte del Paese, hanno lasciato che anche buona parte delle entrate sia gestita là dove si produce la ricchezza.
Ricordate la scomparsa dai media nazionali della vecchia questione meridionale, sostituita da qualche anno da una questione settentrionale nuova di zecca?
Era solo un modo meno ruvido di dire: “Addio Meridione, peggio per te che non sei stato capace di amministrarti e di tutelare i tuoi interessi”.
E’ stata una grande vittoria della Lega e, bisogna riconoscerlo: se la sono meritata. Con la loro determinazione, la loro compattezza e la loro tenacia.
Così come noi Meridionali stiamo meritandoci l’impoverimento economico e sociale che è in atto.
Dopo quest’analisi, condivisibile o meno, senza lasciarci andare a lamentazioni vittimistiche o a sterili proclami di orgoglio meridionalistico - totalmente inutili, allo stato dei fatti -, proviamo a interpretare la recente crisi siciliana e le ultime elezioni in quest’ottica.
Rileggiamo l’interruzione dell’Alta Velocità ferroviaria a Salerno, le 3 fermate degli Eurostar a Napoli e le 5 in Calabria, la demolizione della flotta di Stato dello Stretto, lo storno dei fondi FAS e lo stesso Ponte sullo Stretto (anche i pezzenti meridionali votano) in tale ottica.
Ci accorgeremo che c’è chi favorisce, di fatto, il processo di liquidazione del Mezzogiorno e chi vi si oppone o, quantomeno, tenta di rallentarlo.
Perché, alla fine della giostra – come dicono al Nord –, anche in democrazia è solo una questione di rapporti di forza. Elettorale, si intende.

Fonte:Tempo stretto segnalazione Redazione Due Sicilie

fonte: partitodelsud.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

oggi 15 giugno ore 17.45 circa

ufficio postale di via Messapia

la gente è costretta a sostare fuori perchè le porte restano chiuse.
All’interno c’è troppa confusione e si aspetta che l’utenza diminuisca per aprire la porta. Si entra in fila indiana a “scatti”. Uno esce e l’altro entra.Il caldo fuori è allucinante, la gente anziana desiste e va via.Intanto l’ufficio postale in via XXIV maggio (nei pressi del municipio) al pomeriggio resta chiuso. PERCHE’????

fonte: sopralapancalacapracanta.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Si guardi a questo post non già come ad un “j’accuse”, ma come ad un autentico desiderio di comprendere dinamiche che vanno a coinvolgere la collettività.

Dunque….

Si legge qui e la… “il confermato” consigliere provinciale tizio e caio. Cosa significa, che era già consigliere provinciale?
Se si…quando ha fatto qualcosa come consigliere provinciale che nessuno ha saputo nulla? Inoltre… può un consigliere provinciale essere in contemporanea consigliere comunale?
E quando lavora questo? Avrà un lavoro o vive di rendita?
E come fa a seguire più mandati se già è difficile seguirne uno e farlo bene?
Insomma le domande e le perplessità sono parecchie.
Forse andrebbero riviste le modalità di candidatura non credete? Dovrebbero essere vietati gli incarichi multipli perchè, inevitabilmente, ne risente la qualità e la ricaduta del lavoro di queste persone sul territorio e la collettività. Non ci dimentichiamo, infatti, che al centro della dinamica sociale deve esserci la collettività e il suo benessere e non il tornaconto personale di tizio o caio.
E là dove non arrivano le leggi carenti dovrebbe arrivare il buonsenso dei singoli che dovrebbero evitare di proporsi per cariche simultanee che poi non riescono a sostenere in modo ottimale.
Chissà forse un referendum in tal senso non sarebbe male.

fonte: sopralapancalacapracanta.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Si è recentemente svolta presso l’Università di Lecce la presentazione della Monografia dedicata alla figura di Emanuele De Giorgio….

LEGGI TUTTO
http://lalunaeildrago.devil.it/viewtopic.php?t=23&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=

fonte: sopralapancalacapracanta.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

questa sera 14 giugno 2009

incontro sulla Cittadinanza Costituzionale

clicca la locandina
per tutte le informazioni

fonte: sopralapancalacapracanta.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 16

Avverra’ stanotte il tanto atteso switch over che interessera’ i cittadini del Lazio: da domani Rai Due e Rete Quattro saranno visibili solo su piattaforma digitale. Oggi durante una conferenza stampa Adiconsum ha cercato di fare il punto sul passaggio che per alcuni resta ancora un’incognita. Innanzitutto, cosa comportera’ il passaggio al digitale terrestre alle famiglie italiane? ”Sicuramente un costo aggiuntivo - sostiene l’associazione - che potrebbe essere di alcune centinaia di euro per l’acquisto del decoder e per eventuali interventi tecnici”. ”La nostra prima richiesta - ha detto Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum - e’ quella di estendere l’incentivo statale per l’acquisto del decoder a tutti i decoder, consentendo alle famiglie italiane di effettuare il passaggio al digitale terrestre a costo zero, almeno per un televisore, visto che in quasi tutte le case degli italiani ci sono almeno due tv, e questo si traduce in una spesa doppia o tripla”. Landi, infatti, ha criticato il fatto che l’incentivo di 50 euro previsto dal governo, per i redditi inferiori ai 10mila euro e gli ultrassessantacinquenni, sia destinato ai decoder piu’ costosi, cioe’ quelli interattivi e funzionali anche alle pay-tv.
Il secondo punto critico, su cui e’ intervenuta Adiconsum, e’ quello dell’intervento di un tecnico installatore, di cui i cittadini potrebbero avere bisogno. L’associazione dei consumatori ha realizzato con le associazioni di categoria degli installatori, una convenzione su prezzi e tariffe, per evitare possibili speculazioni.
Infine non puo’ essere sottovalutata la scarsa informazione che ha accompagnato gli utenti nel passaggio. Dall’analisi dell’associazione risulta che l’informazione ”istituzionale” e’ stata assolutamente carente, soprattutto per le fasce piu’ deboli della popolazione e dunque gli esclusi da internet.

fonte: www.tuttoconsumatori.it » Vai al post originale

Giu 16

Bilancio familiare? Una pratica ”fuori moda”. Non sembrerebbe a guardare i risultati ottenuti a sei mesi dal lancio dal ”bilancio contabile on line” messo a punto dal Centro tutela consumatori e utenti. Sono state 3750, infatti, le famiglie che ne hanno fatto uso collegandosi al sito internet dedicato (http://www.contiincasa.centroconsumatori.it/): il 65% degli utenti sono altoatesini, il 33% sono dal resto del territorio nazionale. Il 54% sono impiegati, 12% lavoratori ed 8% pensionati. Prevalentemente (27%) sono famiglie formate da 4 persone, seguite dalle famiglie formate da 2 persone con il 23%.
L’obiettivo dello strumento e’ aiutare le famiglie nella pianificazione del loro budget mensile evitando brutte sorprese e decisioni mal ponderate.

fonte: www.tuttoconsumatori.it » Vai al post originale

Giu 16

L’Antitrust ha multato diverse societa’, gestori di telefonia e societa’ distributrici, per pubblicita’ ingannevole. In particolare per l’invio di sms non richiesti, servizi per scaricare loghi, sfondi e suonerie in abbonamento. La multa comminata ammonta a 705 mila euro: la Fox Mobile Distribution GmbH (gia’ Jamba! GmbH) in qualita’ di soggetto fornitore di loghi e suonerie, e’ stata multata per 125 mila euro, la Netsize Italia S.r.l., in qualita’ di service provider dei servizi offerti da Fox Mobile Distribution GmbH, e’ stata multata per 65 mila euro. Le sanzioni per i gestori di telefonia mobile sono di 80 mila euro per H3G, 165 mila euro per Telecom Italia, 145 mila euro per Vodafone Omnitel, e 125 mila euro per Wind Telecomunicazioni. Le segnalazioni sono state presentate da un consumatore, che ha lamentato all’Antitrust l’invio di sms non richiesti dopo aver inconsapevolmente attivato il servizio aprendo il primo messaggio ricevuto (con conseguente erosione del credito) e da Altroconsumo che ha segnalato alcuni messaggi pubblicitari diffusi rispettivamente sul sito internet www.jamba.it e sulla rivista settimanale Cioe’, volti a promuovere un servizio in abbonamento per telefonia mobile da cui scaricare loghi, suonerie, sfondi e giochi.
Secondo l’Antitrust le modalita’ informative usate sono ”ambigue e fuorvianti”: a fronte della possibilita’ di scaricare singoli contenuti multimediali, trascura informazioni circa le effettive caratteristiche del servizio nel suo complesso, rappresentato da un abbonamento a pagamento settimanale, riservato soltanto a maggiorenni”. L’Antitrust evidenzia inoltre ”una complessita’ della sintassi da riportare nell’Sms per ottenere la disattivazione del servizio, laddove, lungi dall’essere adottata un’unica formulazione, sono indicate distinte e complicate digitazioni per ciascuna tipologia di contenuto multimediale. Ulteriore elemento rilevante e’ che il messaggio appare destinato agli adolescenti.

fonte: www.tuttoconsumatori.it » Vai al post originale

Giu 16

Le oscillazioni e l’alta volatilita’ del prezzo del petrolio sono nel mirino del governo che riunira’ ”di nuovo intorno a un tavolo tutte le categorie interessate”, soprattutto per tenere sotto controllo il prezzo della benzina alla pompa. Lo ha preannunciato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine dell’assemblea di Assolombarda. ”E’ troppo lenta la discesa del prezzo alla pompa quando scende il prezzo al barile: dobbiamo equipararlo all’Europa e non tollereremo furbizie”, ha avvertito il ministro.

fonte: www.tuttoconsumatori.it » Vai al post originale